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23 aprile 2012

Blockbuster: dopo 18 anni, l’ultimo noleggio

I giorni di Blockbuster sono giunti al tramonto, anche l’ultimo negozio ancora aperto in Italia sta chiudendo, e con questo scompare un rito prima americano, ma diventato con il tempo anche italiano.

Di strada ne è stata fatta tanta, da quando nel lontano 1994 Blockbuster ha aperto il suo primo store a Milano. Oggi, dopo 18 anni di successo, la più famosa catena di negozi di dvd al mondo chiude i battenti, lasciando un vuoto incolmabile nella memoria e nelle buone abitudini di un’intera generazione.

Ciò che resta di questo sogno americano, che abbiamo voluto rendere anche un po’ nostro, sono solo numeri: circa un centinaio i negozi che chiuderanno entro breve e 500 le persone ancora assunte a tempo indeterminato che dovranno affidarsi a cassa integrazione e mobilità. «La solo speranza si chiama Essere Benessere, la catena di farmacie che dovrebbe subentrare nell’affitto di alcuni negozi e assorbire circa 150 persone con contratto part time. Di questi tempi non è poco», ha dichiarato Sabina Bigazzi, sindacalista della Filcams che si occupa della società Blockbuster da sei anni.

Con Blockbuster finisce un’epoca, una generazione di ragazzi con una sana passione, l’era del film del sabato sera, di un sacchetto di pop corn con gli amici e dei pigiama party. Oggi i film si guardano solo dalle poltrone più alte di un cinema 3D, o nel buio della propria camera, impazienti, perché quell’ultimo capolavoro cinematografico non si scarica abbastanza velocemente, o perché lo streaming non è così perfetto come vorremmo. Addio ai grandi classici, addio alle videocassette, addio a quell’atmosfera che ha segnato l’infanzia delle generazioni anni ’90.

Ma nonostante il mondo che avanza, la tecnologia che si fa strada e la pay TV, chi l’ha vissuta non può dimenticare la sensazione che si provava entrando in un Blockbuster. Di giorno, di notte, con il sole o sotto la pioggia, il martedì o a Natale, ogni momento era buono per andare a noleggiare una cassetta. Era come entrare in un modo magico, un cinema vicino a casa, in cui spesso si andava solo per guardare il film che trasmettevano le enormi tv appese al soffitto. Capitava di perdersi nelle lunghe corsie, tra il reparto “azione” e “film romantici”, indecisi tra i soliti due titoli che alla fine, immancabilmente, portavamo a casa entrambi per far contenti tutti. E chi non ha noleggiato, almeno una volta, l’horror del sabato sera, da guardare al buio con gli amici, tutti vicini sul divano, ad eccezione del più coraggioso che si divertiva a spaventare i più fifoni?

I nostri genitori ricorderanno sicuramente le corse in auto dell’ultimo minuto, per non pagare quei soldi in più per aver superato la durata del prestito; così come i parcheggi improvvisati in seconda fila, giusto il tempo di riconsegnare l’ultimo film nella cassettina di metallo all’ingresso del negozio.

Oggi, non abbiamo più nulla da noleggiare, né da riconsegnare. Nel confronto diretto tra due epoche, ha vinto la generazione di internet e del consumo rapido. Per chi ha vissuto il Blockbuster, invece, resta un ricordo che fa molto anni ’90.

 

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