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30 agosto 2012

In arrivo la Google TV

Recentemente su Controcampus vi abbiamo raccontato sotto quali profili la TV tradizionalmente intesa si dovrà adeguare al cambiamento imposto dall’utilizzo del web, in un mondo che ormai appartiene prevalentemente alla comunicazione digitale (articolo).

I colossi che del web e dell’ICT, di fronte al graduale mutamento delle piattaforme utilizzate per attività come l’intrattenimento, l’informazione e la condivisione di contenuti hanno da qualche tempo pensato di creare un trait d’union tra la cara vecchia TV come tutti la conosciamo e la Rete.

Così, Apple dal 2007 ha lanciato il proprio media center chiamato Apple Tv, implementato nel corso del tempo con l’accesso completo, oltre che del suo web store iTunes, anche a contenuti PodCast e di portali come YouTube o Flickr, e l’ultima generazione del dispositivo è stata presentata a marzo di quest’anno. Non poteva mancare the old Goog’ come lo chiamano in gergo gli americani, il vecchio Google, che dopo essere stato a guardare per un po’, ha deciso di dire la sua lanciandosi nel mercato delle c.d. TV connesse.

In effetti, dopo il misterioso lancio del Nexus Q (di cui vi abbiamo accennato qui), da Mountain View hanno fatto sapere che entro la fine dell’anno, dopo Stati Uniti e Canada, anche Francia, Regno Unito, Australia, Brasile, Paesi Bassi e Germania avranno la Google TV. Per l’Italia, probabilmente complice anche il recente passaggio al digitale terrestre, non si sa ancora nulla.

Il device è composto da un set-top-box prodotto su licenza da Sony, che grazie ad una versione di Android adattata specificamente alle esigenze del dispositivo, consentirà la riproduzione in streaming e la navigazione internet direttamente dal televisore grazie al wifi integrato.

La domanda che molti si pongono è: perché puntare sulla tv tradizionale, tentando di “svecchiarla”, quando ormai sul web esiste un universo in grado di surclassarla quanto a rapidità, immediatezza, velocità di comunicazione e vastità di contenuti? La risposta viene, pare, dalle indagini di mercato svolte negli USA proprio nel settore dei c.d. OTT (Over the top contents), vale a dire quella fetta di mercato dedicata all’acquisizione a pagamento di prodotti multimediali audio e video posti in rete senza necessità di avere un internet provider diverso da chi fornisce i contenuti stessi. Le previsioni di vendita parlano di un giro di 2,5 miliardi di fatturato nel 2016 per i servizi OTT offerti attraverso le connected tv (dati osservatorio IDATE 2012).

Acquisito il dato, si comprende, ad esempio, per quale ragione la stessa Google ha iniziato la vendita della propria connessione iper-veloce a fibra ottica di cui abbiamo già parlato, e del perché anche Apple, per le prossime generazioni di dispositivi mobili, ha in programma di fornire oltre che al terminale, anche il servizio di operatore di rete mediante scheda SIM integrata (articolo con il riferimento). Ed ancora, ecco perché in un’economia in sofferenza, un settore che non conosce crisi ma, anzi, costante espansione è quello del cloud, che, inizialmente rivolto alle aziende, sta registrando un notevole aumento di investimenti proprio sui contenuti legati alle tv connesse.

Per capire meglio gli interessi che stanno dietro all’operazione, basta leggere quanto riportato da Le Monde, per il quale Mountain View sarebbe da mesi in trattativa con le maggiori emittenti francesi con l’intento di giungere ad un accordo che consenta a big G di offrire un servizio di podcasting dedicato ai programmi trasmessi da quei canali, visto che, secondo il quotidiano, le stime per gli spettatori d’oltralpe parlano di un boom di tv connesse pari a 100 milioni di apparecchi in più nei prossimi quattro anni.

Se i profili economici, quindi, sono abbastanza chiari, per maggiori dettagli tecnici sul futuro apparecchio di Google si deve attendere ancora qualche ora l’apertura dell’IFA di Berlino, sede nella quale, pare, verrà ufficialmente presentato.

Proprio il caso di dire: staremo a vedere, magari seduti comodi e telecomando alla mano.

 

Fonte immagini: www.dailytech.com; http://blog.thesnugg.com;

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