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15 Aprile 2012

Cartografare Bologna, Parigi e Malaga con Virginia Negro

Cartografare
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Cartografare ogni luogo, popolato da intimi regni costruiti su ricordi, abitudini e affetti.

Se un’ora non è solo un’ora ma è un vaso colmo di profumi, di suoni, di progetti, di climi, come può una strada essere solo una strada?

Sono cresciuta a Padova, vicino a un parco appena fuori dalla porta della città, e quella strada dritta per arrivare al centro l’ho percorsa migliaia di volte.

Via San Francesco è  il binario della mia consuetudine: il piccolo ponte dove un gitano sorridente suona la fisarmonica, il biciclettaio quello caro e poi quello dove vado io, dove sono anche più simpatici, il fioraio, l’edicola, il supermercato, quasi posso indovinare che ore sono dalle ombre sui muri delle antiche case.

Un po’ per caso un po’ per desiderio è stata anche la chiave per scoprire il mio focolare adottivo: Nane della Giulia.

Ho incontrato questa ottocentesca osteria una sera nel mio diciassettesimo anno di vita in bicicletta tra i ciottoli e i controsensi.  Nane si porta appresso tutta la storia del centro disegnando una linea di fuga verso altri tempi, altri universi, regalando una profondità di vedute in questa città a cui manca il mare e dove non si riesce mai a lanciare lo sguardo lontano.

Il piacere della luce che odora di cera, le foto d’epoca, il piano il vino e il legno ma nessuna nostalgia del passato. Nane vive di idee, dalle sperimentazioni culinarie ai lavori di artisti giovani e meno giovani patavini e non.  Il giovedì il piano ritrova la sua natura con il retro cabaret di Megahertz  (collabora con Morgan e milita nei Versus)“Musiconfidenziale”  in alternanza con una giovanissima e intensa musicista ESC con l’appuntamento  “Viodiopianoforte tutti”.

In anni, tra noiose sofferenze ho costruito una Padova mia da portarmi addosso, e lo stesso ho fatto nei miei vagabondaggi.

Per questo mi è salita la curiosità di fotografare, o meglio cartografare, tutti i luoghi che hanno costruito la mia Bologna, la mia Parigi, la mia Malaga, e tra un po’ spero anche la mia Roma.

Chi volesse contribuire mescolando la sua geografia alla mia, la mappa è aperta per creare un altro modello del mondo che raccontando il dove spero possa anche suggerirci il cosa.

Virginia Negro

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