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20 aprile 2012

Putin pronto a censurare il web: controllo Internet per colpire i dissidenti

A distanza di 26 anni dalla Glasnost’, la riforma che mutò totalmente l’apparato politico e statale dell’ex URSS, rendendolo più trasparente e meno oppressivo nei confronti dei cittadini sovietici, sembra proprio che la Russia sia pronta a minare uno dei principi base delle democrazie occidentali: la libertà di parola e di manifestazione del pensiero, controllando la stampa online, i blog e censurando i contenuti dei social network pubblicati dagli internauti russi.

Vladimir Putin, eletto per la terza volta presidente della Federazione Russa da poco meno di un mese, sembra quindi deciso a porre fine alle manifestazioni di protesta, organizzate per opporsi alla sua politica autoritaria. Se sessant’anni fa per mantenere alti i consensi e zittire i dissidenti era fondamentale imbavagliare la stampa e controllare le televisioni, con l’avvento di internet è cambiato tutto: la preoccupazione principale della politica autoritaria, infatti, è divenuta il controllo e la censura della rete, per sua natura incontrollabile ed aperta, tramite i cui i dissidenti trovano spazio per esprimere e divulgare le proprie idee.

Non sorprende, quindi, una notizia battuta dall’Ansa nella giornata di ieri: il Roskomnadzor (Ministero della Comunicazione Russa), svela il quotidiano Izvestia, ha ideato un nuovo  sistema di controllo della rete, sia per sorvegliare la stampa online che per monitorare i social network e i contenuti caricati dagli utenti.

Se da un parte il governo si giustifica affermando che la sicurezza nazionale viene prima di tutto, anche prima dei diritti inviolabili di ogni cittadino, ci sono migliaia, milioni di cittadini che in questa azione intravedono un tentativo, da parte del Cremlino, di imbavagliare ancora di più la stampa e far tacere le voci di protesta che ormai da tempo si alzano contro la politica autoritaria di Putin.

Leggendo i numeri dell’Ansa, gli internauti russi che si collegano ogni mese alla rete, infatti, sono quantificabili in 60 milioni, con una crescita stimata al 15%, il 99% dei quali utilizza social network. Sembra chiaro, quindi, che controllare internet equivarrà a sferrare un duro colpo alla libera informazione in Russia, che proprio nel web aveva trovato un efficace mezzo di allargamento della sfera pubblica. Lo stesso monitoraggio dei social network implicherà una dura censura dei contenuti mal visti dalla politica autoritaria di Putin, con il rischio che le poche voci libere della Russia post-comunista vengano zittite definitivamente.

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