David Riodino al teatro Olimpico di Vicenza

Redazione Controcampus 18 Aprile 2012

Ultimo appuntamento di Classici contro:CLASSICI CONTRO TEATRO OLIMPICO VICENZA Venerdì 20 aprile 2012, ore 20.

30 – Teatro Olimpico
LE DONNE, GLI DEI, I DENARI

Introduzione di ALBERTO CAMEROTTO (Università Ca’ Foscari Venezia)
Interventi di
ANNA BELTRAMETTI (Università di Pavia)
Ci sono anche i pensieri delle donne?
MAURIZIO BETTINI (Università di Siena) – LUIGI SPINA (Università Federico II di Napoli)
Mutar forma, mutar pensiero: il dio Vertumno
con gli inserti teatrali di Francesco Puccio (Kalokagathoi, Napoli)

DAVID RIONDINO

Il dio Denaro
Interludi musicali per flauto FEDERICA LOTTI

I Classici sono il nostro paradigma, da sempre ci sostengono e ci sono vicini. Ma ci vedono in difficoltà con la nostra democrazia, tra i problemi del potere, della comunicazione e dell’economia. Perciò da Classici contro ritornano a parlarci col distacco del tempo e della loro grandezza.

Sconvolgendo tutti i luoghi comuni e le nostre illusioni. Sono per natura controcorrente, non si lasciano imbrigliare da convenzioni, collusioni, corruzioni: dicono sempre quello che pensano.
I Classici contro sono una iniziativa inedita dell’Università Ca’ Foscari, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e il Liceo Classico Pigafetta di Vicenza, l’Associazione Italiana di Cultura Classica e il Centro di Studi Antropologia e Mondo Antico di Siena: difficile definirli, e forse è giusto come li ha chiamati scherzosamente
Stefano Strazzabosco sulla scena del Teatro Olimpico, una diavoleria.

Hanno però un grande precedente, di duemilacinquecento anni fa: come la tragedia e la commedia del
teatro di Dioniso dell’Atene classica parlano liberamente davanti a tutti i cittadini.

Dopo gli appuntamenti di marzo a Palazzo Leoni Montanari sulle logiche di ogni forma di potere, tra politica e soldi, e dopo il successo della scorsa settimana con «L’elogio della ricchezza» e gli interventi straordinari dei classicisti Alessandro Grilli, Filippomaria Pontani e del filosofo Luigi Perissinotto, i Classici contro giungono al
grande finale venerdì 20 aprile alle ore 20.30 con il tutto esaurito al Teatro Olimpico di Vicenza, l’opera di Andrea Palladio, segno della bellezza e della creatività d’Italia e simbolo per i Classici. Il titolo è «Le donne, gli dei, i denari».

È titolo sempre provocatorio, che si può leggere in molti modi, associazione strana di parole che contiene molte allusioni ai problemi del presente. Il tema di fondo sono le incongruenze della nostra modernità, le rigidezze e le chiusure della nostra democrazia, l’inquietudine dell’economia e della crisi mondiale.

I Classici contro mettono in gioco una risorsa fondamentale, l’esigenza di un pensiero molteplice e differente, uno
splendido contributo per affrontare i tempi difficili.
Introduce la teoria delle voci antiche Alberto Camerotto, ideatore con Filippomaria Pontani dei Classici contro: con un catalogo di parole antiche e nuove, faziosavianamente alla maniera di un “Vieni via con me”, ci dirà le virtù del pensiero differente e della libertà di parola. Le cose di cui c’è oggi più che mai la necessità.
Filippomaria Pontani gli sarà accanto col suo pilleus della verità di Solone. E tra gli interludi musicali del flauto di Federica Lotti si alternano poi i grandi interventi della serata.
Anna Beltrametti, docente di Letteratura greca e direttore del Centro di Studi sulla Drammaturgia classica all’Università di Pavia, ci parlerà delle donne nella poesia e nella vita reale del mondo antico per farci riflettere su ciò che succede nel mondo moderno tra esclusione dalla politica e dai poteri e capacità di vedere il mondo in
maniera diversa. Gli occhi e la voce delle donne sono sguardo critico, parola che può dire la verità e mettere in dubbio gli assetti costituiti. Il pensiero al femminile demistifica le logiche della violenza e del sopruso – fra la caduta di Troia e l’eccidio di Srebrenica –, sa vedere meglio qual è il bene comune, quali sono i veri bisogni e le
migliori dinamiche della famiglia e della casa, ma anche dello stato. Da sempre le donne sono ridotte a essere «un pensiero minoritario, legato ai valori permanenti dell’etica e degli affetti poco conciliabili con le urgenze della politica», ma è un pensiero che è «spinto alla trasgressione delle regole subite e non del tutto condivise,
alla denuncia delle ipocrisie collettive».

Prestare orecchio e attenzione a queste voci sorprendenti delle donne antiche (e moderne) ci può dare una nuova luce per il futuro.
Per questo è il caso di ripetere una formula che abbiamo sentito di recente nelle piazze d’Italia: «Se non ora quando?».
Forse la nostra mente è troppo statica di fronte al presente? Sarà il dio Vertumnus, un dio dei Romani oggi forse dimenticato, che ci ricorderà che cosa significa mettere in movimento i pensieri. Sarà in scena con le parole e la voce di Maurizio Bettini, il grande filologo che più di ogni altro in Italia ha rivoluzionato gli studi classici dal suo
Centro di Antropologia e Mondo Classico dell’Università di Siena.

Ritorna giusto giusto per l’Olimpico da una tourné di lezioni tra il Giappone e Israele. Insieme a lui
per una performance inedita agirà Luigi Spina, studioso e virtuoso della retorica e dell’arguzia degli antichi, che ha insegnato all’Università Federico II di Napoli e alla Blaise Pascal di Strasburgo, autore di racconti apocrifi e fantastici che fanno parlare di nuovo i Classici come se fossero qui. E i gesti del mimo antico saranno quelli di
Francesco Puccio dei Kalokagathoi di Napoli, che per programma recita in tutti i luoghi antichi d’Italia (e a volte abbandonati dalla cura dei moderni!). Il titolo, alla maniera di Leopardi, sarà «Mutar forma, mutar pensiero.

Dialogo fra il dio Vertumno e il passeggere». L’inquietudine e la mutevolezza è ben descritta dai protagonisti, con un piglio tra il giocoso e il satirico: «Sarebbe bello poter dire di cosa parleremo!
Disgraziatamente ogni rigo che abbiamo tentato di scrivere, dopo un minuto non valeva già più. L’oggetto dei nostri discorsi, il dio Vertumno, faceva e continua a fare di questi scherzi, mettendo in imbarazzo il leopardiano “passeggere” che gli rivolge le sue domande. Possiamo chiamarlo trasformismo, volubilità, mancanza di coerenza?
Oppure elasticità, capacità di adattamento, flessibilità? Provate voi a fermarlo per parlargli, per intervistarlo: come uno Zelig del mondo romano o un velocissimo Beep Beep da cartone animato, Vertumno svicola subito ed è già un altro, se non un’altra.
Bisognerebbe bloccarlo con qualche sortilegio, magari parole magiche dal sapore antico, greche o latine. Il fatto è che non sappiamo ancora se ce la faremo. Cioè no, lo sappiamo – ce la faremo. Ma come?».
Infine verrà la grande azione di David Riondino, figura inafferrabile e dalle mille risorse, in un tempo remoto anche bibliotecario rinchiuso tra i libri antichi delle Biblioteche Nazionali perfino la notte, ma soprattutto ai tempi nostri attore, regista, scrittore, raccoglitore di canti orali, che ci parla spesso con arguzia e ironia dai
microfoni della radio e ci guarda serioso dagli schermi della TV. Ci racconterà una storia incredibile, prendendo la voce di un altro dio, non certo dimenticato, anzi fin troppo idolatrato e presente: per la nostra ipocrisia non è mai stato consacrato, ma c’è, lo sappiamo bene, e ha i suoi culti manifesti e nascosti, i suoi misteri e i suoi
comandamenti. È il dio Denaro.

Siamo imbarazzati a parlarne, vietato nominarlo, ci mette in difficoltà nella vita quotidiana, trasforma la nostra storia, insomma ne fa di tutti i colori e bisogna, ovviamente, farci i conti. Ma che sia visibile in forma di moneta sonante o invisibile tra le infinite e oscure vie digitali, è anche lui un dio onnipresente e a quanto pare onnipotente. Pericoloso è non ascoltare ciò che ha da dirci! La sua voce, in un finale folgorante, ci farà ripensare le nostre idolatrie, la follia e l’arroganza.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto