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24 aprile 2012

Filosofi precursori dei destini umani o illusi parossisti

“No, io non credo che alcun popolo abbia oggi missioni storiche, e tantomeno universali da compiere, persino nella interiorità della profezia.

Semmai, la scena contemporanea esigerebbe che i pensatori, invece di bearsi della loro grande tradizione, si decidessero ad abbandonare interiorità e profezie, si confrontassero con il mondo (…)

Ciò presuppone una ridiscussione dell’immaginario politico immanente nella filosofia stessa, a partire da quello strano pregiudizio per cui i filosofi, chissà perché, sarebbero in grado, più di ogni altro, di leggere il destino del mondo” (cfr. Alessandro dal Lago, Ma fu davvero la cattiva coscienza della Germania, l’Unità,17 ottobre 1992)

La filosofia sembra essere oggi e di nuovo la cura per l’ evasione dalla fine dei tempi. Non da ultimo i seguaci di Fli rivendicano sul loro sito istituzionale la necessità di rinnovare il partito ed in generale i partiti nell’ espressione più ampia della politica attraverso un reinizio al quale essenzialmente contribuiscano le menti degli intellettuali i quali in una mescita con i politici attuali e futuri rendano un po’ più savi i politici oggi corrotti o corruttibili.

Zizek è il filosofo sloveno considerato una star entro i teorici d’ attualità ed autore tra l’ altro di un’ enciclopedia dell’ apocalisse postmoderna cosa che lo ha reso famoso oltre al suo ancor più famoso contributo di teorico del movimento occupy wall street.

La filosofia est très à la mode a quanto pare, in effetti su occupy wall street hanno messo gli occhi ed il corpo volenti o forzati, molti vip. Posto che la psicanalisi lacaniana amata da Zizek che analizza i comportamenti individuali e collettivi del noi postmoderno è difficilmente contestabile, quest’ orlo dell’ abisso postmoderno puo’ essere infine sfruttato e vissuto nei modi più disparati. Da alcuni con somma disperazione ed abbandono, da altri con presa di coscienza e rinascita.

Per quanto riguarda i filosofi, essi sembrano avere successo su tutti i fronti, da quello politico a quello sociale a quello economico. Dal punto di vista politico la filosofia per mano dei filosofi è divenuta valvola di sfogo ed insieme ideale inseguibile da parte dei partiti ormai frustrati. Questi, piuttosto che guardare all’ interno di se stessi e fare continua autocritica possono anelare una verità superiore, neutrale.

Dal punto di vista sociale i filosofi sono gli ultimi uomini non invasi da quel pietismo dilagante e agonizzante, sono quindi sufficientemente algidi ed esterni da valutare la situazione circostante con competenza ed acume. Infine dal punto di vista economico hanno preparazione sufficiente per prevedere il futuro conoscendo il passato ma nella maggior parte dei casi, fortunatamente, non detengono pacchetti azionari..

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