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5 agosto 2012

La donna che visse due volte il miglior film di sempre

Dopo 50 anni La donna che visse due volte (titolo orig. Vertigo, uscito nelle sale nel 1958) di Alfred Hitchcock sorpassa il capolavoro di Orson Welles Quarto Potere (Citizen Kane, 1941) nella classifica dei migliori 10 film di sempre. E’ quanto ha stabilito una giuria di 846 critici cinematografici di tutto il mondo, che ha dato alla pellicola del maestro Hitchcock lo scettro del migliore film di tutti i tempi con 191 voti, contro i 157 di Welles.

E’ la rivista inglese Sight & Sound a stilare ogni decade, a partire dal 1952, la lista delle migliori 10 pellicole. Nel 1952 il primo posto era stato assegnato al film italiano Ladri di Biciclette, capolavoro di Vittorio De Sica del 1958, seguito al terzo e al quarto posto da due film dell’immortale Charlie Chaplin. E’ il 1962 a portare, per cinquant’anni, il film di Welles al primo posto della classifica. E’ solo nel 1982 che la pelliccola hitchockiana entra nella top ten, rimanendo fino ad oggi in classifica e conquistando la vetta nel 2012. E’ dal 1992, invece, ad essere diversa la lista dei film migliori, essendocene due: la prima dei critici ed una seconda, redatta con i voti dei registi (358 quest’anno). Ed è proprio quella dei critici, cioè la classica, a relegare La donna che visse due volte al primo posto, mentre i registi lo relegano al settimo posto della classifica. Quest’anno i critici votanti sono stati di più, numericamente parlando, a votare.

Il film di Hitchcock (due nomination agli Oscar 1959) è tratto dal romanzo D’entre les morts e dal 1989 è conservato nel National Film Registry, nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Protagonista di questo thriller è James Stewart, che ha preso parte in altri film del regista come Nodo alla gola (1948) e La finestra sul cortile (1964). Il titolo italiano di Vertigo, ovvero La donna che visse due volte, presenta già la protagonista femminile Kim Novak (“la donna”), ovvero la doppia donna Madeleine/Judy Barton (“due volte”). Hitchcock, usando le parole di Slavoj Zizek che legge Lacan, è il regista che nei suoi film presenta dei sintomi, i quali immediatamente diventano i nostri. Il sintomo è quel vuoto di senso, è quella scena che nel suo apparire scardina il nostro ordine del mondo, che ci fa dire: perchè c’è questa scena? Nella lettura di Zizek sono «un’elementare matrice di jouissance, di godimento smodato». Nei titoli iniziali della pellicola ci sono elementi come la bocca di una donna e i suoi occhi subito dopo, i quali si perdono nella spirale, elemento sintomatico. E non a caso all’inizio del film un poliziotto precipita nel vuoto, sotto gli occhi di Scottie (James Stewart), aggrappato ad una grondaia, che soffre di vertigini. La spirale e la vertigine saranno dunque gli elementi chiave su cui si snoda la trama del film.

Top Ten 2012:
1) La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock (1958)
2) Quarto potere di Orson Welles (1941)
3) Viaggio a Tokyo di Yasujiro Ozu (1953)
4) La regola del gioco di Jean Renoir (1939)
5) Aurora di Friedrich Wilhelm Murnau (1927)
6) 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick (1968)
7) Sentieri selvaggi di John Ford (1956)
8) L’uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov (1929)
9) La passione di Giovanna d’Arco di Carl Theodor Dreyer (1928)
10) 8½ di Federico Fellini (1963)

Fonte notizia : Supergacinema
Fonte foto : Style
Fonte citazione Zizek : HITCHCOCK: E’ POSSIBILE GIRARE IL REMAKE DI UN FILM? (Mimesis, Milano-Udine 2011, collana MINIMA/VOLTI).

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