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26 aprile 2012

Gli Scavi di Pompei sepolti dall’incuria: ancora un crollo all’interno dell’area archeologica

Le piogge intense della scorsa settimana hanno purtroppo lasciato un segno indelebile nell’area degli Scavi di Pompei: un crollo avvenuto nel pomeriggio del 20 aprile ha interessato una zona interdetta al pubblico del sito archeologico più grande del mondo. A cedere è stato un muro di cinta all’interno di una domus senza nome della Regio V. Piogge, degrado, incuria: è lecito domandarsi quando avverrà la rinascita di un sito che tutto il mondo ci invidia?

POMPEI SCAVI: STORIA DI UN CROLLO INFINITO TRA DEGRADO E INCURIA. Negli ultimi anni Pompei è balzata agli onori della cronaca non per sensazionali ritrovamenti, ma per i numerosi crolli che hanno irreversibilmente intaccato quello scrigno di storia che fino ad oggi  ha custodito come in un fermo immagine la vita della cittadina vesuviana al momento dell’eruzione del 79 d.C. Un documento archeologico di vitale importanza che oggi pare abbandonato a se stesso, prigioniero del degrado e dell’incuria. Tracciare una storia dei crolli pompeiani è fin troppo facile: se si va a ritroso nel tempo a partire dal 2003, è possibile contare almeno una ventina di crolli maggiori negli ultimi otto anni. Un anno disastroso per Pompei fu appunto il 2003, con 5 cedimenti di mura, solai e infiltrazioni persino nella domus della Regina Margherita. Nei due anni successivi caddero consistenti frammenti dalle coperture della casa del Menandro e da quella del Labirinto. Poi fu la volta delle strutture murarie, nelle Insule quinta, seconda e settima, via via preoseguendo fino al 2010 con il cedimento nella domus degli Agustali prima e poi con il grave crollo della Casa dei Gladiatori. Nemmeno il 2011 ha visto Pompei esentata da ulteriori danni: proprio nel mese di ottobre cadde un pezzo di muro presso porta di Nola, senza contare il cedimento di un pilastro nella villa di Loreio Tiburtino. Il 2012  si apre purtroppo con la scoperta del cedimento di un pezzo di intonaco nell’atrio scoperto della Casa della Venere in Conchiglia fino al recentissimo crollo avvenuto nella Regio V, nei pressi della Casa di Marco Lucrezio Frontone: la porzione di muro -intonacato e dipinto di rosso pompeiano – interessata risale all’epoca romana,   in una zona da tempo off limits per i visitatori, area tuttavia opportunamente transennata e messa in sicurezza.

2010, L’ANNUS HORRIBILIS DI POMPEI: IL CROLLO DELLA SCHOLA ARMATURARUM. Tuttavia l’annus horribilis del sito di Pompei è stato il 2010, quando si sgretolò completamente al suolo la cosiddetta Casa dei Gladiatori, ovvero la schola armaturarum alle prime ore del mattino. Nel novembre di quell’anno, in una mattinata funesta per gli scavi, del cedimento se ne accorsero i custodi, all’apertura del sito archeologico: dell’antico edificio con affaccio su via dell’Abbondanza restava ormai soltanto un cumulo di pietre. Scomparsi per sempre gli affreschi esterni, testimonianza scritta dei nomi dei gladiatori pompeiani, insieme ai trofei dipinti che ricordavano Cesare Augusto. La causa del crollo è da ricercare nelle ingenti infiltrazioni d’acqua, che hanno reso instabile il terrapieno retrostante l’edificio fino a travolgerlo con una silenziosa valanga di fango. La notizia del crollo della schola armaturarum fece in brevissimo tempo il giro del globo terracqueo, seguito da indignate e civilissime reazioni a livello mondiale da parte dell’opinione pubblica, cui fecero blandamente eco quelle della nostra  classe politica. Si chiesero dunque a gran voce le dimissioni dell’allora Ministro dei Beni Culturali  Sandro Bondi,   mentre il monito di Giorgio Napolitano non cadde nel vuoto, poichè Pompei venne prontamente commissariata.

IL PROGETTO DEL GOVERNO MONTI PER FAR RINASCERE GLI SCAVI. Dopo tante polemiche, rinvii e commissariamenti straordinari uno spiraglio di luce sembra donare speranza al futuro prossimo venturo degli scavi di Pompei. Il governo presieduto da Mario Monti ha stanziato, grazie alla disponibilità dell’Unione Europea, nell’ambito del protocollo legalità la cifra complessiva di 105 milioni di euro, distribuiti in cinque linee di azione: rilievi e diagnostica, consolidamento delle opere, adeguamento dei servizi per i visitatori, potenziamento della sicurezza interna e rafforzamento della Soprintendenza a livello tecnologico e amministrativo. Già sono stati pubblicati i primi cinque bandi europei per rendere immediatamente operativo il progetto, bandi che riguarderanno il restauro della Casa di Sirico, del Marinaio, dei Dioscuri e inoltre il consolidamento della Casa del Criptoportico. per il mese di luglio 2012 sono attesi bandi inerenti il restauro e il recupero di affreschi e mosaici danneggiati. A guidare e sorvegliare il Progetto Pompei sarà il prefetto di Napoli Fernando Guida, il cui compito sarà quello di garantire trasparenza e sicurezza negli appalti, al fine di eliminare qualsiasi tentativo di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata all’interno del progetto nelle fasi più delicate. Sperando che questa volta soldi e investimenti pubblici riescano finalmente a dare il giusto decoro e valore al patrimonio storico-artistico che il mondo intero ci invidia, l’augurio che formuliamo è quello di rivedere presto gli scavi di Pompei risorgere ai fasti e alla bellezza di un tempo.

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