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Lavoro nero all’ombra delle Due Torri: la confessione di uno studente bolognese

Redazione Controcampus 28 Aprile 2012
R. C.
22/06/2021

In un periodo di crisi e di controlli a tappeto della Guardia di Finanza, per scovare evasori fiscali e lavoratori a nero, a Bologna c’è ancora chi crede e riesce a fare il furbo, avvalendosi dell’aiuto di ignari studenti in cerca di un lavoretto part-time con cui far fronte alle spese universitarie.

Dalla segnalazione fattaci da uno studente, infatti, emergerebbe che una nota libreria del centro bolognese procacci giovani universitari con la promessa di un lavoro part-time e ben pagato. I metodi per attirare gli studenti sono sempre gli stessi: un annuncio ben scritto che promette un lavoro a condizioni vantaggiose, che per gli universitari equivalgono a poter lavorare 3-4 ore al giorno, avendo poi la giornata libera per studiare e svagarsi, non bisogna poi dimenticare l’opportunità di fare esperienza e lavorare per una libreria molto nota, soprattutto nell’ambiente universitario. Peccato che queste, in realtà, si rivelino solo promesse e che, a conti fatti, ci si ritrovi a dover svolgere una giornata di lavoro full-time, senza contratto e busta paga e con salario decisamente inferiore alla mansione svolta.

Un vero e proprio sfruttamento del lavoro studentesco, sempre più diffuso nelle città italiane, e che a Bologna, in questo caso, avviene a due passi dalle due torri, simbolo per antonomasia della città felsinea nel mondo.

Lo studente che ha deciso di farci questa confidenza, di cui non facciamo il nome per motivi di privacy, ci ha concesso un’intervista raccontandoci la sua esperienza, sicuramente utile per mettere in guarda gli studenti da annunci di lavoro estremamente promettenti.

 

1. Ci puoi raccontare, prima di tutto, come hai trovato quest’offerta di lavoro, com’era presentata e cosa prometteva nell’annuncio?

L’ho trovato tramite uno dei siti più famosi di offerte lavorative e non. Un annuncio anche piuttosto semplice, di poche righe, in cui veniva offerto un part-time come commesso di libreria bolognese (non veniva specificata quale, e non compariva nemmeno il logo tra le immagini in allegato). Le uniche due clausole erano l’età e di chiamare il numero di telefono in coda all’annuncio per poter fare un colloquio. Solo al momento della chiamata ho scoperto il nome della libreria, in cui peraltro avevo già fatto acquisti in passato.

2. Durante il colloquio, che mi hai detto essere collettivo, hanno spiegato di cosa ti saresti dovuto occupare, se ci fosse un contratto da firmare (se fossi stato assunto regolarmente o in nero)?

Sì, ci è stato spiegato a grandi linee il nostro compito: come candidati per un part-time saremmo stati affiancati da una ragazza che lavorava invece a tempo pieno. Ci sarebbero stati due giorni di prova retribuiti, al termine dei quali ci avrebbero fatto sapere se la loro impressione su di noi era stata positiva o negativa. Il part-time sarebbe stato retribuito con poche centinaia di euro al mese ma hanno tenuto a precisare che sarebbe stata una cifra così bassa all’inizio e che, man mano che avessimo accumulato esperienza, anche lo stipendio sarebbe aumentato. Gli unici mesi caldi in cui ci sarebbe stato da lavorare a giornata piena sarebbero stati febbraio e settembre/ottobre. Per un qualsiasi universitario che ha la mattina impegnata, tra corsi e studio e vuole mettere da parte qualcosina senza impegnarsi in un lavoro troppo pesante dal punto di vista fisico e dell’orario, questa proposta sembrerebbe vantaggiosa.

3. Appena sei stato assunto hai iniziato a lavorare in prova con la promessa di un contratto part-time e invece com’è andata?

Purtroppo, appena terminati i miei giorni di prova, la ragazza che lavorava già in libreria come full-time è scomparsa nel nulla, non presentandosi più al lavoro e non rispondendo alle telefonate. Sono quindi passato io al full-time, mentre venivano cercati altri ragazzi tramite nuovi colloqui, ma stavolta il fattore età non era sempre un problema. Sono stato quindi affiancato da altri due ragazzi ma nemmeno allora sono passato al part-time, come promesso.

4. Ti sei mai lamentato del fatto che in realtà lavoravi full-time anche se la tua richiesta era di un part-time?

Continuamente, anche perché nel frattempo erano ricominciate le lezioni e gli appelli d’esame, e in libreria non eravamo più pochi come all’inizio. Si sarebbero potuti gestire i turni senza problemi, soprattutto perché finalmente c’erano altre due persone, non studenti, che avrebbero lavorato full-time.

5. E il contratto: lo hai mai visto? Ne hai mai ricevuta una copia? Come si giustificavano di fronte alle tue legittime lamentele (sia perché lavoravi full-time sia per la storia del contratto “fantasma”)?

Il contratto mi è stato presentato dopo un paio di mesi che lavoravo, insieme a quello per uno dei due ragazzi che avevano cominciato a lavorare in libreria dopo i nuovi colloqui. Un semplice foglio A4, su cui comparivano il mio nome, la mia data di nascita, la retribuzione (il doppio rispetto a quanto effettivamente percepissi)  e il fatto che si trattava di un contratto a chiamata. Mi è stato detto che quelli erano documenti da inviare alla commercialista (io stesso sono stato mandato in posta con una busta chiusa indirizzata alla commercialista), ma nessuno di noi ne ha mai ricevuto copia. Venivamo continuamente tranquillizzati, di fronte alle nostre richieste sia riguardo il contratto sia per gli orari, perché era un periodo pieno di clienti e che ne avremmo riparlato più avanti.

6. E poi un giorno ricevete la visita degli ispettori del lavoro. Che sensazione si prova a vedersi interrogati su cose che esulano dalla propria responsabilità?

Ho cercato di mantenere il controllo il più possibile, ma ero davvero spaventato. Se menti, commetti reato contro pubblico ufficiale, se dici la verità, hai la responsabilità di un’intera attività e di tutte le persone che ci lavorano sulle tue spalle.

7. In merito al controllo degli ispettori del lavoro: i tuoi superiori ti hanno mai fatto capire, in qualche modo, che bisognasse aspettarsi una cosa del genere chiedendoti di mentire o di aggiustare le risposte?

Con il senno di poi, ho ricordato che, quando era stato annunciato a me e all’altro ragazzo di portare le fotocopie dei nostri documenti per il contratto, uno dei nostri superiori aveva detto “Poi vi diremo come rispondere in caso di controlli, anche se non ce ne sono ancora stati”. Dopo che gli ispettori se ne furono andati, i superiori confrontarono le nostre risposte e ci chiesero di cambiare versione sul numero dei nostri giorni di prova e sulla retribuzione.

8. Arrivati a questo punto hai deciso di lasciare il lavoro. In quanto studente, cosa hai provato nel renderti conto che anche quando credi di essere stato fortunato, trovando un’occupazione, in realtà ti rendi conto di essere stato sfruttato e messo di fronte a situazioni poco piacevoli, di cui chiunque farebbe volentieri a meno?

È stato davvero orribile, anche perché hanno fatto passare me dalla parte del torto, definendomi inaffidabile e immaturo, perché avevo deciso di troncare la collaborazione al più presto. Mi è stato chiesto di aspettare, che dopo poco avrei ottenuto il part-time che mi spettava di diritto fin dall’inizio, ma avevo già perso un mese e mezzo di lezioni e saltato due esami, per poter lavorare. Mi è rimasto tanto amaro in bocca.

9. E ora, sei in cerca di un altro lavoro? Con che spirito affronterai il prossimo colloquio, visto quanto ti è accaduto?

Sto cercando qualcosa che mi impegni davvero poco, perché ora devo recuperare tutto il tempo perso e buttarmi a capofitto nello studio, ma che allo stesso tempo mi permetta di concedermi una cena e un’uscita ogni tanto, senza sentirmi in colpa nei confronti dei sacrifici che sta facendo la mia famiglia per permettermi di studiare qui. Probabilmente cercherò di mettere in chiaro tutto fin dal colloquio, a costo di sembrare impertinente e non ottenere il lavoro, e non lasciar passare sotto silenzio delle informazioni preziose sperando che prima o poi mi vengano “svelate”, soprattutto se rientrano tra i diritti di un lavoratore.

 

Ciò che lascia sgomenti di tutta questa faccenda è la consapevolezza che di casi del genere ne è piena l’Italia ma pochi sono coloro che trovano il coraggio di denunciare e, quando lo fanno, preferiscono restare anonimi per paura delle ritorsioni che potrebbero ricevere dagli ex datori di lavoro. È, quindi, con la consapevolezza di essere considerati materiale da spremere e poi buttar via che gli studenti, ogni giorno, si mettono alla ricerca di un lavoro part-time o full-time. Lavoro che, come abbiamo visto, nella maggior parte dei casi sarà a nero, mal retribuito e in ambienti poco amichevoli.

© Riproduzione Riservata
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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto