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12 aprile 2012

L’impresa di andare all’estero

Andare all’estero, come approfondimento degli studi universitari, è diventato un classico, in voga ormai da 25 anni; ma non è

l’unico Erasmus che esiste. Infatti sta riscuotendo un enorme successo il cosiddetto: Erasmus Agricolo.

Una formula alternativa al tradizionale Erasmus, che si rivolge a tutte quelle aziende già ben avviate e con esperienze che si candidano come aziende ospitanti e ai giovani imprenditori di tutta Europa, che da meno di tre anni cercano di dar vita ad un’impresa.

Il progetto offrirebbe l’opportunità di andare a lavorare in un’azienda agricola, appartenente ad uno dei 27 paesi
dell’UE, oppure di ospitare un imprenditore “in erba” straniero nella propria. Il periodo di questo “scambio di
manodopera” può andare da un minimo di un mese ad un massimo di sei. Inoltre, dato il grande successo che sta avendo, la
Commissione Europea stanzia ogni anno, delle borse di studio per agevolare economicamente il soggiorno dei giovani
imprenditori partecipanti.

Molto interessanti da notare, sono i dati della CIA (Confederazione Italiana Agricola) che studia gli afflussi di questi
giovani stranieri nel nostro territorio. Questi dati infatti, sono un motivo di orgoglio, dato che in testa alle
mete predilette dai giovani di tutta Europa, svetta proprio il nostro Bel Paese.

Tutto questo afflusso è dovuto principalmente all’abbondanza di aziende vitivinicole che, non a caso, fanno dell’Italia il
maggior produttore di vino al mondo. Oltre a queste importanti imprese, a spingere migliaia di giovani imprenditori
stranieri a venire, sono le aziende multifunzionali e soprattutto gli agriturismi. I giovani sono attratti dalla bellezza
naturalistica dell’Italia e dalla curiosità di capire cosa ci sia dietro al “made in Italy rurale” che è garanzia di
qualità in tutto il mondo. Quindi che luogo scegliere per imparare a gestire un’impresa di successo, se non il migliore?

I giovani italiani invece, prediligono da sempre il Nord Europa, la pesca e l’allevamento, oltre alla natura incontaminata
che è sempre un bel vedere. Mentre, solo ultimamente, stanno cominciando a scoprire anche l’Est Europa, nell’intento di
fare degli ottimi investimenti. “Ho visto che in Europa dell’est ci sono appezzamenti favolosi in vendita al prezzo di un
affitto italiano…” questa è solo una testimonianza per rendere l’idea dei motivi che spingono ad investire altrove.

In conclusione un bel progetto per cercare di perfezionare gli imprenditori su come gestire in maniera brillante delle
aziende agricole, apprendere stando a contatto sul campo con diversi esperti di diversi paesi. Anche se, bisogna
ammettere che ci potrebbe essere un lato negativo: quello di vedere fuggire all’estero molti imprenditori, perchè trovano
condizioni migliori, come confermato dalla precedente dichiarazione.

Spero vivamente che l’Erasmus Agricolo, sia di stimolo per moltissimi ragazzi nel rivalutare e riscoprire il settore
primario, troppo spesso sottovalutato e accantonato, a causa dei falsi miti televisivi. Magari, grazie proprio a questo
progetto, in un vicino futuro, sotto la guida di impreditori, reduci da quest’esperienza: l’Italia riuscirà ad uscire
definitivamente dalla crisi e a sorreggersi soltanto con il Settore Primario e il turismo, come in realtà dovrebbe già fare.

 

Riccardo Pallotta

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