• Google+
  • Commenta
20 aprile 2012

Made in China diventa Created in China

Gli anni ’70  in moda, furono rivoluzionati da un’ondata esotica proveniente dal Giappone, Yohji Yamamoto, Kenzo, Issey Miyake, Rei Kawakubo, approdarono nelle settimane della moda d’occidente, soprattutto parigine, portando innovazione e rompendo degli schemi che lo stile europeo aveva imposto; proponendo strutture minimalistiche, reinterpretando volumi e introducendo un nuovo modo di accostare i materiali. Affermati ormai in Europa, hanno condizionato molto i giovani designer di oggi.

Ora la rivoluzione arriva sempre dall’oriente ma da un altro paese: la Cina. Se con la  frase “abiti cinesi” si focalizzano gli abiti dozzinali stesi nelle piazze dei mercati, di pessimo gusto, pessimo odore e realizzati in modo inadeguato ma economicamente accessibili, l’ideologia del Made in China sta per cambiare, per essere sostituita con il “Created in China”. Niente a che vedere con il tradizionale Cheongsam, abito femminile della cultura cinese, niente riferimenti ai preziosi tessuti dipinti, ricamati o alle sete, neppure i colori sgargianti, non vengono ricordate le origini persino lontanamente; è uno stile moderno, tra l’eccentrico ed il lineare, chic e sexy, un mix di tutto quello che ricorda ciò che è la moda d’occidente. Durante il comunismo, era reato vestire differentemente dalla massa, uomini e donne avevano una divisa che non potevano rifiutare di indossare; questo il motivo scatenante della voglia di diversità dalla loro cultura e dalle loro radici, affascinati dalla indipendenza estetica occidentale. Eppure sarebbe geniale contestualizzare un tessuto, una linea, nella moda di oggi, miscelarlo con stili diversi o accostarlo alla tradizione vera e propria.

Ben nota la loro esperienza nel settore tessile e nella produzione seriale; quasi, se non tutte, le produzioni delle maison e dei brand europei ed americani hanno sede in Cina, scuotendo così il mercato e l’economia d’occidente e mettendo in crisi il tanto amato Made in Italy, di cui ora è ben difficile parlare. Produttori ma non creatoti a livello mondiale; tanti giovani migrano dall’ex “terra rossa” per studiare nelle capitali della moda, vivere “all’occidentale” ed imparare tutte le tecniche del mestiere;  grazie alla loro concentrazione e dedizione al lavoro, di cui hanno fama mondiale, riescono ad apprendere al meglio e ad essere minuziosi nel lavoro, trovando così un’impiego nelle grandi maison (la maggior parte delle aziende di moda d’Europa ha assunto creativi cinesi, venuti in occidente per studiare); molti di loro tornati nell’ “ex terra di Mao”, sono riusciti a mettersi in proprio e a creare una piccola attività indipendente; Pechino negli ultimi 10 anni,  vanta circa 300 atelier. Non ci sono ancora stilisti e creativi cinesi conosciuti al mondo:  la loro voglia di occidentalizzazione, frena il processo di emersione, il mercato non è pronto, o non è interessato, o semplicemente non c’è innovazione e competizione (per adesso). Si suppone che nei prossimi 10 anni saranno protagonisti delle Fashion Week, si stanno preparando fondamenta solide per il vero “Created in China”

La Cina è primo produttore al mondo di beni di lusso, e secondo consumatore mondiale, il settore stima una crescita del 30% annuo; le settimane della moda di Pechino, Shanghai e Hong Kong fatturano di più di tutte quelle europee messe assieme.

La moda si evolve continuamente, ci sono dei revival, alcune cose sono intramontabili, altre si ripropongono a distanza di anni, le innovazioni che possono diventare “per tutti” sono limitate, ma nulla è più importante e più fashion delle proprie radici positive o negative che siano.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy