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8 aprile 2012

Malattie sessuali, la prevenzione passa per Facebook

Prevenire Hiv e malattie sessualmente trasmissibili con Facebook. E’ l’idea partorita dai ricercatori dell’Università della Carolina del Nord, che hanno concento i propri studi su un nuovo utilizzo dei social network come strumento di prevenzione per le malattie sessuali.

Il gruppo di ricerca guidato da Peter Leone, responsabile del Centro Malattie Infettive dell’ateneo statunitense,  ha incentrato il proprio lavoro sulla lettura degli aspetti sociali e patologici del social network in blu.

Dagli amici in comune agli amici di malattia il passo è breve. “Il rischio di contrarre l’HIV – spiega Leoneè esteso non solo ai partner sessuali, ma anche alla cerchia più vicina di amici. Le persone della stessa cerchia sociale  – continua – spesso hanno comportamenti a rischio simili, dormono con gli stessi amici dando così al termine ‘amici in comune’ un nuovo significato“.

I ricercatori hanno come esempio un’epidemia di sifilide scoppiata nella Carolina del Nord: dopo aver chiesto ai pazienti chi avessero frequentato sono stati in grado di mettere in relazione fra loro l’80% dei casi, giungendo all’origine del legame fra infettato e portatore.

Il passo successivo è stato quello di chiedere ai pazienti ai quali è stato diagnosticato l’HIV una lista di amici potenzialmente a rischio. Con l’autorizzazione del paziente, alcune di queste persone sono state avvisate del rischio di un potenziale contagio.  Gli sforzi dei ricercatori adesso si stanno concentrando su un applicazione che, una volta installata, riuscirebbe a creare una sorta di ‘lista nera’ di amici a rischio contagio.

Il problema principale è legato alla privacy dei pazienti contagiati da malattie sessuali: la loro diagnosi, infatti, potrebbe diventare facilmente di dominio pubblico attraverso il social e comunque, prima di poter avvisare le persone a possibile rischio contagio.

 

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