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7 aprile 2012

Monti e Napolitano denunciati per “attentato alla Costituzione”. Violato l’art.1?

Monti Bis

Monti e Napolitano denunciati per attentato alla Costituzione. La notizia è di quelle che fanno rumore. O meglio, lo farebbero se qualcuno si fosse degnato di darle il giusto risalto

Monti e Napolitano

Monti e Napolitano

Le principali testate tacciono. Le tv nicchiano. Morale: pochi dicono, pochi sanno.

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Ad aprire la polemica allora c’ha pensato lei, Paola Musu, l’avvocatessa venuta alle cronache, nei giorni scorsi, per aver sporto formale denuncia nei confronti di Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio (inclusi ministri e parlamentari).

Per tutti l’accusa per Monti e Napolitano è quella di “attentato contro la Costituzione”.

I reati contestati a Monti e Napolitano

Questi i reati contestati nell’esposto (datato 2 aprile 2012), consegnato alla Procura della Repubblica del Tribunale di Cagliari:

  • 241 c.p. Attentato contro l’integrità, l’indipendenza o l’unità dello Stato;
  • 270 c.p. Associazioni sovversive;
  • 283 c.p. Attentato contro la Costituzione dello Stato;
  • 287 c.p. Usurpazione di potere politico;
  • 289 c.p. Attentato contro gli organi costituzionali;
  • 294 c.p. Attentato contro i diritti politici del cittadino;
  • 304 c.p. Cospirazione politica mediante accordo;
  • 305 c.p. Cospirazione politica mediante associazione.

La Musu ha subito chiarito le ragioni della denuncia, confermando quella che è stata una sensazione comune a molti del suo ambiente già all’indomani della nomina di Mario Monti a Presidente del Consiglio: quella, cioè, secondo la quale, in quei giorni concitati, sarebbe avvenuta una “temporanea sospensione del principio democratico”.

Il principio costituzionale violato sarebbe stato, insomma, l’art.1. Il riferimento, in particolare, è al concetto di “sovranità popolare” in materia di politica sia monetaria che economico-fiscale.

La nomina di Monti avrebbe, cioè, privato il popolo sovrano del potere di decidere, in libertà, il proprio destino, quello stesso potere più volte difeso e “sacralizzato” da pilastri della democrazia come il Trattato di Maastricht del 1992.

Monti e Napolitano avrebbero tradito “la sostanza essenziale ed intangibile della sovranità popolare”, delegando il suo diritto a decidere autonomamente  “ad organismi esterni alla Repubblica (BCE, SEBC, Commissione), di struttura e composizione prettamente oligarchica e privi di alcun fondamento democratico e, tanto meno, repubblicano e senza che il popolo vi abbia mai manifestato espresso e formale consenso”.

Un tradimento quello di Monti e Napolitano che ha raggiunto l’acme, continua la Musu, con la “destituzione di un governo (…) avvenuta in modo del tutto ‘anomalo’ e totalmente al di fuori dai principi e dalle norme previste nel nostro ordinamento, nonché in aperta violazione dell’articolo 94 della Costituzione, oltre che illegittimamente sostituito con un ‘soggetto’ che rappresenta, già solo nella persona del Presidente del Consiglio, una chiara espressione della citata oligarchia”.

Mario Monti poi, insiste l’avvocato, figurebbere “ancora, nonostante le annunciate dimissioni, nello Steering Committee del Bilderberg, rinvenibile sul sito ufficiale dello stesso alla data del 29 marzo 2012, nonché nel Comitato esecutivo dell’Aspen Institute (…) e, dal 2010 sino alle dimissioni, avvenute successivamente alla nomina alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato Presidente della Trilateral Commission per la regione europea, organizzazione che non nasconde nelle pagine del suo sito ufficiale il particolare interesse al rapido raggiungimento dell’unificazione europea e la convinzione che l’eccessiva partecipazione democratica sia un male”.

Senza dimenticare che, ad aggravare la posizione di Monti, contribuirebbe  il sospetto di presunte collusioni “con le principali lobbies dei poteri finanziari, con prepotente e sfacciata violazione della Carta Costituzionale e dei principi fondatori della stessa”.

Monti e Napolitano denunciati. Un atto coraggioso, da emulare

Un atto dovuto, diciamo noi, che ha avuto il potere di aprire gli occhi ad un’opinione pubblica sempre più imbambolata e narcotizzata. Ovviamente spetterà al Tribunale di Cagliari decidere se si può parlare o meno di “attentato alla Costituzione” o se tutto si risolverà nella più classica bolla di sapone.

Speriamo di vederci chiaro quindi. È quello che ci auguriamo noi, ma, soprattutto, è quello che si augurano milioni di ragazzi italiani che studiano e sudano per un domani che s’allontana fatalmente  ogni volta che allunghi le dita.

“Prima c’hanno tolto il lavoro e ora ci tolgono la democrazia”, questo il comune denominatore di una polemica che, dall’insediamento del Governo tecnico alla denuncia della Musu, continua ad alimentare l’insoddisfazione di un mondo universitario sempre più stanco ed insofferente, presso il quale tanto Monti quanto Napolitano non hanno mai mai goduto di particolari simpatie.

Golpisti! Questa l’etichetta incollata sulle spalle delle due massime cariche dello Stato Monti e Napolitano denunciati .

A cominciare da Monti, reo, secondo la maggioranza degli studenti e non solo, di aver manipolato l’interesse generale, affidandolo ad organi e figure la cui sostanza democratica è insindacabilmente nulla, inesistente.

Enti del tutto privi di legittimazione democratica, insomma, come l’FMI appunto, la cui necessità viene ingegnosamente mascherata dietro il fantoccio della “ragion di mercato”. Un dio senza volto né nome.

Monti e Napolitano denunciati ma chi è colpevole? Colpevole Monti, colpevole Napolitano, che, accusano le numerose rappresentanze studentesche, più volte ha chiuso gli occhi davanti ai principi costituzionali, assecondando, con irresponsabile complicità, un’azione politica orientata non alla Carta, ma ad entità e poteri estranei al suo dettato.

Proprio lui che dovrebbe, invece, garantire il rispetto della carta costituzionale e della sovranità popolare.

Zero lavoro, zero democrazia. Un’equazione agghiacciante, che fotografa una situazione disperata, che si complica ogni giorno di più. Costituzionalità, anticostituzionalità. I sospetti ci sono. Che stiano arrivando le prove?

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