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14 aprile 2012

Nanoparticelle tossiche ed il moscerino della frutta

 

I risultati che giungono dal Center for Bio-Molecular Nanotechnologies di Lecce sembrano solo fornire i dati per una valutazione già abbozzata. Le nanotecnologie sono potenzialmente pericolose e pur volendo mantenere la questione Nanotech, per ovvie ragioni separata, da quella Ogm sembrano entrambe far sorgere gli stessi tipi di interrogativi. Un problema già sollevato.

In un articolo dei giorni scorsi sul Corriere della SeraPierpaolo Pompa, direttore del Cbn ha fornito alcuni dati su un interessante esperimento che sembra giustificare una certa prudenza verso i possibili utilizzi delle nanotech.

L’ esperimento condotto su migliaia di esemplari di Drosophila (il moscerino della frutta), mutati da uno specifico tipo di nanoparticelle, il cosiddetto moscerino NM-mut (Nano Material Mutated), è secondo Pompa «la dimostrazione in vivo della genotossicità delle nanoparticelle d’oro».

Questi moscerini sono stati nutriti per due anni con basse concentrazioni di nanoparticelle mischiate al cibo. Il risultato: danneggiamento del Dna riscontrabile nella diminuzione della fertilità, nell’ accorciamento del ciclo vitale, nell’ ossidamento dei tessuti. La tossicità delle nanoparticelle è a lungo termine poichè le mutazioni si ripresentano nella discendenza dei moscerini. Se si rivestono però queste stesse particelle con polimeri, la loro genotossicità scompare e diventano del tutto innocue.

Il commento di Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’ Istituto Italiano di Tecnologia sembra confortarci: «Bisogna essere prudenti e studiarle nei dettagli. Solo in questo modo si possono capire i loro meccanismi d’azione, acquisire informazioni indispensabili per un loro sviluppo sostenibile e trovare le modalità per costruire materiali completamente innocui per l’uomo e l’ambiente».

Quel che è importante sottolineare è che per fornire gli strumenti a tutti i cittadini per una valtutazione anche personale e per creare una coscienza pubblica riguardo ad una questione di interesse generale i media dovrebbero dare almeno altrettanto spazio a questi studi quanto alle notizie che mettono in risalto e pubblicizzano con facile entusiasmo le ultime novità in ambito nanotech. Cosa alquanto difficile.

 

Per maggiori informazioni sulle pubblicazioni del Center for Bio-Molecular Nanotechnologies visitare il sito: http://cbn.iit.it/

 

 

 

 


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