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27 aprile 2012

Padova: Aldo Moro come Antigone

La tragedia come metafora di quel che accade. La tragedia per capire quel che è accaduto. L’ Antigone di Sofocle per rileggere il dramma politico, umano e civile di una nazione: l’affaire Moro.

Se già Dario Fo aveva paragonato Moro a Filottete, l’eroe tradito, ferito e abbandonato dai compagni sull’isola di Lemno perché ormai considerato un peso (sempre nella trasposizione di Sofocle) e Marco Baliani aveva accostato il cadavere della Renault rossa a quello di Polinice, l’insepolto fratello di Antigone, ora è Giuseppe Emiliani a cimentarsi con la drammaturgia dell’autore greco.

Emiliani, nello spettacolo “Dal buio un grido. Moro come Antigone”, rilegge la tragedia di Sofocle con gli occhi del moderno. Da un lato Antigone che difende, sola contro tutti, il diritto di sepoltura del fratello morto combattente contro Tebe. Dall’altro Creonte, figura del potere assoluto, che la fa rinchiudere in una grotta dove lei si uccide. Venendo ai nostri giorni, in un angolo l’Aldo Moro che scrive dalla prigionia “il mio sangue versato ricadrà su di voi. Ricadrà sulla politica”,  sul lato opposto lo Stato e la Ragion di Stato. Antigone e Moro, entrambi soli, prigionieri, lacerati: corpi segregati che urlano nel vento o vergano su un foglio tutti i volti della Politica e del Potere.

Due personaggi accomunati dall’idea della sacralità della vita, mai subordinabile alla Ragion di Stato e, all’opposto, Creonte e lo Stato italiano che devono ignorare i legami di sangue e la pietas per non abdicare autorità e difendere la stabilità delle Istituzioni.

Poi c’è la morte che suscita disperazione, pianto e indignazione. Passa il tempo e tutto rimane immobile, come nella tradizione sofoclea, nulla muta. La malattia del sistema è lì, Creonte è lì, i dilemmi sul cosa fare, e cosa è stato fatto, sono ancora lì.

Giovedì 3 maggio alle ore 17.30 nell’Aula Magna di Palazzo Bo, via VIII febbraio 2 a Padova, verrà rappresentato lo spettacolo teatrale di “Dal buio un grido. Moro come Antigone” con Antonio Salines, Virgilio Zernitz e Cristina Sarti per la regia di Giuseppe Emiliani. L’appuntamentoprogrammato nel ciclo “Incontri al Bo” organizzato dall’Università degli Studi di Padova, sarà preceduto da un dibattito al quale parteciperanno Pietro Panzarino, autore del libro “L’eredità politica di Aldo Moro. Pensiero e azione di un uomo libero (1976-1978)” da cui è liberamente tratto lo spettacolo, Davide Susanetti e Carlo Fumian dell’Università di Padova e Giovanni Luigi Fontana, Direttore del Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’antichità.

 

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