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10 aprile 2012

Più erasmus per tutti

Il progetto Erasmus, come noto, giunge quest’anno al suo 25 anno di vita. Da quegli 11 paesi che sin dall’inizio presero parte al progetto si è raggiunta l’attuale adesione di tutti i 27 stati membri dell’Unione Europea oltre a 5 stati associati quali Liechtenstein, Islanda, Norvegia, Svizzera e Turchia. Ogni anno le università di tutta Europa si arricchiscono di nuova linfa, gli studenti respirano nuovo ossigeno, crescono e si arricchiscono, con loro l’Europa stessa, tutti noi.

Qualche statistica per farsi un’idea dell’inarrestabile “crescita di volume” dell’iniziativa: nell’anno di esordio furono mobilitati 3244 studenti (di questa prima piccola compagine gli italiani erano appena 220), che triplicarono l’anno seguente e nei successivi arrivarono presto all’ordine di decine di migliaia fino a superare abbondantemente quota 200.000. Dati alla mano, in questi 25 anni più di 2,2 milioni di universitari hanno fatto fagotto, salutato i paesani e speso un pezzetto della loro vita oltre confine.

I fondi stanziati dall’Unione Europea sono in aumento e anzi è stato recentemente lanciato “Erasmus per tutti”: più fondi per il periodo 2014-2020 per irrobustire ulteriormente una realtà ormai già ben collaudata. Lo scorso 30 gennaio Andreoulla Vassiliou, il commissario europeo per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, ha commentato le decisioni elaborate nei palazzi di Bruxelles: “Le richieste di partecipazione superano di gran lunga le risorse disponibili in diversi paesi. Questo è uno dei motivi per cui prevediamo di estendere le opportunità di studio e di formazione all’estero nell’ambito del nuovo programma che abbiamo proposto in tema di formazione e gioventù. “Erasmus for All” riunirà tutti gli attuali programmi UE e internazionali nel campo dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport sostituendo sette programmi esistenti e fondendoli in un unico programma.

E’ inevitabile, osservando anche sommariamente i dati del progetto erasmus, fermarsi per una breve riflessione: il vecchio continente è ormai da 4 anni stretto nella morsa di una crisi economica globale che sta mettendo a dura prova i bilanci e le economie di tutti i suoi paesi, oltre che le vite di molti dei loro cittadini; chiunque può osservare o, se più sfortunato, toccare con mano gli effetti delle politiche ‘lacrime e sangue’ somministrate agli stati più esposti. Tutti gli europei hanno cominciato a familiarizzare con espressioni quali “spread” o “crisi del debito sovrano” e hanno cominciato a vedere scricchiolare l’impianto, per certi versi già fragile, dell’Unione Europea.

In questo clima di incertezze, scarsa crescita, tagli, costi della vita crescenti ovunque si impone, appunto, una riflessione sull’ enorme opportunità che Bruxelles continua a garantire e anzi, si impegna ad accrescere, per i meritevoli studenti europei.
Il futuro della vecchia Europa è ancora tutto da decidere e tuttavia non è difficile pronosticare che la strada vincente sia quella delle politiche volte ad accrescere l’interculturalità, la formazione di una coscienza civica transnazionale e la sempre più intensa circolazione di idee e persone.

 

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