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18 aprile 2012

Tupac Shakur torna sul palco con Snoop Dog: ecco quando

Tupac Shakur
Tupac Shakur

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Tupac Shakur è ritornato sul palco. Non si tratta di una resurrezione, ma l’evento ha comunque del miracoloso.

Grazie ad un ologramma del rapper i centomila fans hanno potuto assistere ad un duetto tra il deceduto rapper Tupac e Snoop Dogg.

I due artisti hanno potuto esibirsi sul palco del Coachella Valley Music and Arts Festival, storico festival che si svolge ogni anno in California . La canzone che i due rapper hanno intonato (e al tempo scritto insieme) è stata “2 of Amerikaz Most Wanted”, famoso brano del ‘96 inserito nel “2Pac’s Greatest Hits” del 1998.

La presenza di Tupac, o meglio del suo ologramma, è stata possibile grazie al lavoro della Digital Domain Media Group, casa di produzione che aveva già animato virtualmente Brad Pitt nel 2008 per «Il curioso caso di Benjamin Button», film con cui ha conquistato l’Oscar per gli effetti visivi speciali.

La casa di produzione ha lavorato al fianco di Dr. Dre e Snopp Dogg per poter riportare sul palco l’artista ucciso in una sparatoria a Las Vegas nel 1996, all’età di 25 anni . Non ci sono state rivelazioni da parte della Digital Domain Media Group sul come sia stato possibile la sincronizzazione tra l’ologramma di Tupac e il vero Snoop Dogg, ne’ se la voce dell’ologramma sia realmente quella dell’artista. Secondo indiscrezioni il prezzo dell’operazione si aggirerebbe tra i 100 e 400mila dollari.

Di sicuro l’ologramma dell’artista era quanto mai fedele all’originale, infatti, indossava un paio di scarponi e gli stessi gioielli portati dal rapper, senza considerare che le movenze dell’artista.

Un ologramma viene creato mediante impressione di una lastra o pellicola fotografica utilizzando una sorgente luminosa coerente (laser). La luce laser, a seconda della configurazione ottica adottata, può essere separata mediante beam splitter, o essere utilizzata così com’è previa espansione da parte di una o più lenti.

Nel primo caso uno dei due rami viene espanso dal beam-expander e inviato verso l’oggetto da riprodurre, mentre l’altro, anch’esso espanso da un beam-expander, va ad illuminare uniformemente la lastra o pellicola sensibile. Sfruttando il fenomeno dell’interferenza ottica è così possibile ottenere un pattern detto di interferenza che contiene tutte le informazioni (intensità e fase) della luce proveniente dall’oggetto.

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