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30 aprile 2012

UDU: 10 maggio in piazza insieme a CGIL

Udu 10 maggio: in tutte le città d’Italia gli studenti saranno schierati al fianco dei lavoratori CGIL, contro la precarietà. La manifestazione è organizzata dalla’ Udu (Unione degli Universitari) e propone fra le varie iniziative, quella di bloccare il progetto Aprea, i 22 articoli con cui si impongono nuove norme sul governo delle scuole, sul loro finanziamento e sulla carriera dei docenti.

 

“Liberiamoci dalla precarietà, liberiamo la conoscenza” lo slogan della manifestazione nazionale. Il sindacato universitario si è espresso con un ampio comunicato in merito alle questioni più scottanti che assillano studenti di tutto il paese : “non avere ammortizzatori sociali se non le proprie famiglie, dal non avere anche quei diritti fondamentali come potersi curare quando ci si ammala, dal non poter investire le proprie conoscenze dopo anni e anni di studio in questo Paese e in un lavoro stabile” alcuni dei punti più salienti della protesta.

 

L’Udu ha dichiarato “Scendiamo in piazza perché convinti che l’Italia ha estremo bisogno di “Liberare la conoscenza” e liberarci dalla precarietà, invece questo governo sta andando in tutt’altra direzione, lasciando il nostro sistema d’istruzione fanalino di coda in europa. Al governo chiediamo fatti, basta slogan, basta prese in giro, l’unico modo per uscire dalla crisi è eliminare la precarietà e investire sui giovani e sulla conoscenza. ”

 

Fra le proposte dell’Unione sindacale degli studenti universitari, quella di innalzare l’obbligo scolastico a 18 anni; tutelare il valore legale del titolo di studio; bloccare il progetto di legge Aprea ( privatizzazione delle scuole eliminando di fatto la partecipazione attiva degli studenti).

 

Le iniziative del governo, secondo l’Unione degli Universitari, dovrebbero essere rivolte a ” garantire e aumentare le borse di studio, accesso libero e gratuito alla cultura per gli studenti medi ed universitari, eliminare il numero chiuso, annullare prestiti d’onore e ordini professionali ed estendere la banda larga su tutto il territorio nazionale.”

 

Il valore legale del titolo di studio. Se il valore professionalizzante della laurea venisse meno, qualità della formazione, e garanzie di pari trattamento all’accesso dei concorsi per laureati, verrebbero compromesse.

 

Il progetto di legge Aprea. Il disegno consegnerebbe nelle mani dei privati e delle finanziare, l’intero sistema conosciuto con il nome di “scuola pubblica”. Enti e fondazioni, una volta attuato il progetto, potrebbero sedere “negli organi decisionali della scuola e decidere come e cosa dobbiamo studiare, organi dai quali gli studenti verrebbero eliminati, vanificando anni di lotte e di partecipazione nelle scuole.”-ribadisce Udu-

 

Il 10 maggio prossimo gli studenti saranno in piazza in tutta Italia al fianco della CGIL, con alcune proposte che potrebbero rilanciare l’istruzione. Un occasione, apprendiamo dal sito dell’associazione per l’intero “Paese, e per ripetere ad alta voce che come giovani e studenti non sopportiamo più un presente bloccato da una conoscenza sotto chiave e non un vogliamo un futuro ostaggio della precarietà.

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