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23 Maggio 2012

Basilicata: Università della Cultura Permanente tra musica e cultura

Si terrà oggi nel pomeriggio la cerimonia conclusiva dell’anno accademico appena terminato per l’Università della Cultura Permanente di Basilicata.

La manifestazione avrà luogo a Montescaglioso verso le ore 16,30 nella Sala del Capitolo dell’Abbazia Benedettina di San Michele Arcangelo e vedrà la partecipazione delle autorità  locali, di Mario Cifarelli, presidente dell’Università della Cultura Permanente e di Giovanna Ferraiuolo coordinatrice didattico – scientifica.

L’università, promossa dai Comuni di Colobraro, Miglionico, Montescaglioso, Pomarico, Tursi e Valsinni, insieme con l’Istituto di Gerontologia Sociale di Basilicata ha pensato a questa cerimonia di chiusura per dare un saluto e vagliare il percorso culturale durato otto mesi e appena concluso con gli studenti, docenti e tutti coloro che hanno contribuito e partecipato alle attività formative e culturali.

La mission dell’ateneo è fare dell’Università della Cultura Permanente un luogo di socializzazione, di formazione e di sviluppo culturale adatto ad un mondo in continua trasformazione.

L’atmosfera che si respirerà sarà di grande livello culturale, coadiuvata da un elegante concerto di musica classica dell’Ensemble Orchestra da Camera di Matera dal titolo “L’Ottocento e la grande musica da camera,tra Classicismo e Romanticismo”.

Ad esibirsi nelle composizioni  di questa particolare musica, in cui il ruolo del singolo strumento è sempre individuale, saranno i componenti dell’orchestra: Daniela Di Fonzo, violino, Rosa Lorusso, violino, Valentina Fabrizio, violoncello, Andrea Salvato, flauto, Donato Vito Grieco, oboe, Gianvito Loseto, clarinetto, Ilenia La Rocca, pianoforte, diretti dal maestro Giovanni Pompeo.

“Un programma quanto mai raffinato – ha spiegato Giovanni Pompeo, direttore artistico – dedicato alla scoperta del grande repertorio dell’Ottocento, che proprio nella musica da camera trova una delle sue espressioni più pure e peculiari. Dal Trio “degli Spettri” di Ludwig van Beethoven, scritto per la formazione classica di trio composto da pianoforte, violino e violoncello, al “Capriccio” di Camille Saint-Saens, brano inusuale sia nella forma sia nell’organico (pianoforte e fiati), dallo Studio op. 10 e dal Notturno op. post. di Chopin per pianoforte solo,  al capolavoro assoluto del Trio op.100 di Franz Schubert”.

Classicismo e trasformazione culturale, termini all’apparenza antitetici ma che in una manifestazione del genere si coniugano in una combinazione perfetta.

 

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