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22 Maggio 2012

Cronaca di una nota incertezza

Non serve un animus politico, è sufficiente una dose di spirito d’osservazione ed un pizzico di concreato realismo per registrare il nostro camminare come fantasmi sopra le macerie.

Al termine dei ballottaggi per le amministrative sul territorio nazionale ed in concomitanza con i vertici internazionali di Camp David e Chicago l’ umore italiano registra un andamento di costante incertezza.

La posizione della penisola ondeggia tra la politica internazionale del wait and see e la mimesi economica dei piani di rigore che giustificano in qualche modo il fallimento nei risultati.
I cittadini sono storditi, confusi, ora anche preda di eventi incontrollabili quali i fenomeni ultimi di terrore e le catastrofi naturali che non fanno che aggravare -spostando l’ attenzione- lo scenario fisso di depressione innanzitutto sociale che ci circonda. Cosi’, nell’ insicurezza data da rappresentanti politici come minimo non long term, in una conditio di parziale mancanza di decisioni strutturali di politica estera, data dalla considerazione che tali decisioni sono degne di chiamarsi concrete allorquando siano corredate da ragionamenti e progetti di lungo periodo, i cittadini si gettano infine nelle poche certezze loro date, ora dai forum come sfogatoi comuni, ora dagli intrattenimenti che la copiosa tecnologia offre .

Il clima politico è cambiato ma non si sa in quale direzione esso vada, sembra che la tendenza che più ci aggrada sia quella al cambiamento, non importa quale esso sia. L’ incostanza nelle scelte radicali e lo scarso approfondimento verso i fenomeni interni ed esterni a noi hanno condotto i singoli privi di reale identificazione verso comportamenti irrazionali che si possono verificare nelle scelte elettorali come nelle esternazioni sociali e individuali.

Il clima di incertezza richiede uno scioglimento come il desiderio la soddisfazione..

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