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28 Maggio 2012

Diritto, Cinema e Psichiatria: incontro col Prof. Dell’Acqua e con l’attore Gifuni

Giornata importante per l’Università di Salerno quella del 25 maggio scorso. Infatti, sempre all’interno dell’iniziativa che ha per oggetto il Cinema e il Diritto, c’è stato un dibattito sulla psichiatria e sulle novità introdotte dalla Legge n. 180 del 1978, denominata Legge Basaglia, in onore del Dottor Basaglia, che ha dedicato la sua attività e la sua vita alla psichiatria e alla ricerca di metodi più umani per la cura dei malati di mente.

Ospiti di questa giornata, accolti da docenti della facoltà di Giurisprudenza, della facoltà di Lingue e Letterature straniere e da tanti studenti, sono stati il Professore Peppe Dell’Acqua, Direttore del Dipartimento di salute mentale di Trieste e prosecutore del lavoro iniziato da Basaglia, e l’attore Fabrizio Gifuni, che ha interpretato proprio il ruolo del Dottor Franco Basaglia nella fiction televisiva “C’era una volta la città dei matti…”.

All’inizio dell’incontro, è stata proiettata una breve clip, curata da alcuni studenti del Davimus, in cui sono stati raccolti alcuni dei momenti più salienti della carriera dell’attore romano, che negli anni ha avuto modo di interpretare tanti personaggi importanti della storia d’Italia, tra cui Alcide De Gasperi, Papa Paolo VI, Aldo Moro, oltre che al già citato Dott. Basaglia. Davvero uno dei migliori attori italiani in circolazione, che ha mostrato grande disponibilità e sensibilità nel partecipare a quest’incontro in cui non è stato l’ unico protagonista.

Gifuni, che ha un passato da studente di Giurisprudenza, prima di frequentare l’Accademia d’Arte Drammatica, ha spiegato che per interpretare  un personaggio realmente esistito, come il Dott. Basaglia, viene fatto un lavoro molto accurato, si va nei luoghi in cui ha vissuto, si cerca di conoscere il più possibile l’attività che ha svolto, in qualche modo si cerca di penetrare nella sua vita e nella sua anima.

Con il Prof. Dell’Acqua, si è parlato di psichiatria, del ruolo dei malati di mente e degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), istituti che hanno sostituito i precedenti manicomi criminali, in seguito all’entrata in vigore della Legge n. 180, ma che sono statti dichiarati incostituzionali da importanti sentenze della Corte Costituzionale del 2003 e del 2004, perchè la normativa vigente “non permetteva al giudice di adottare, in luogo del ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario, una diversa misura di sicurezza, prevista dalla legge, idonea ad assicurare adeguate cure dell’infermo di mente e a far fronte alla sua pericolosità sociale”.

Lo scorso gennaio, la Commissione Giustizia del Senato ha approvato all’unanimità la chiusura definitiva degli ultimi 6 Opg rimasti in Italia (a Reggio Emilia, in provincia di Caserta, di Napoli, di Messina, di Firenze e di Mantova) entro il 31 marzo 2013.

La Legge Basaglia è stata davvero rivoluzionaria ed ha anticipato di molto i tempi; fino alla sua entrata in vigore, i diritti delle persone rinchiuse nei manicomi non erano praticamente riconosciuti e c’era quindi una continua violazione dell’articolo 32 della Costituzione. La corretta e concreta attuazione di questa legge è il vero problema; poichè la Legge n. 180 è una legge quadro, la sua attuazione è demandata alle regioni ed ovviamente ci sono state regioni che si sono subito adeguate e che offrono servizi più che sufficienti, mentre i servizi offerti agli infermi di mente da parte di altre regioni, risultano essere ancora inadeguati.

Questa disparità territoriale è determinata ovviamente dalla diversa quantità di risorse che ha a disposizione ciascuna regione, ma anche dalla cultura del mondo psichiatrico, da sempre più interessato alla malattia che al malato.

 

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