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29 Maggio 2012

Importante donazione al Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Reggio Emilia

Una preziosa donazione proveniente dalle Officine Reggiane è stata consegnata al Dipartimento di Scienze e Metodi dell’ Ingegneria di Reggio Emilia. L’imprenditore Gino Bettati ha inteso salvare con questo gesto una preziosa collezione di strumenti di misura risalenti al  ‘900. La collezione che si compone di 23 pezzi ha trovato posto presso il Padiglione Tamburini, al Campus S. Lazzaro del capoluogo emiliano, a fianco dei moderni laboratori tecnologici utilizzati dagli studenti universitari.

 

La sede reggiana dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia si è arricchita di una  preziosa donazione proveniente dalle ex Officine Reggiane. Autore del generoso ed inatteso gesto è l’imprenditore Gino Bettati, che ha salvato dal macero una singolare collezione di strumenti di misura risalenti al ‘900, in uso sino a pochi anni fa.

 

Un patrimonio formidabile della storia della tecnologia e dell’imprenditoria di Reggio Emilia è stata consegnata, con una sobria cerimonia, al Direttore del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’ Ingegneria, prof. Mauro Dell’Amico e al Preside della Facoltà di Ingegneria di Reggio Emilia prof. Eugenio Dragoni.

 

La donazione Bettati, composta da 23 strumenti ancora perfettamente funzionanti che costituivano la sala metrologica, trova ora collocazione presso il Padiglione Tamburini, al Campus S. Lazzaro (Via Amendola) a Reggio Emilia, a fianco dei moderni laboratori utilizzati dagli studenti che si specializzano in meccatronica. In questo luogo si raccorda così un secolo di tecnologia. Tuttavia l’attuale esposizione dei materiali non sarà definitiva in quanto si prevede che gli strumenti tornino nel loro  luogo di origine con l’attivazione del Tecnopolo presso il capannone 19 dell’area ex Reggiane.

 

L’opera di recupero e restauro della collezione è frutto di un gruppo di appassionati: Claudio Silingardi ha eseguito il restauro dei materiali; Gabriele Cabassi – ex dipendente delle Officine Reggiane – ne ha curato la catalogazione, mentre Adriano Riatti l’allestimento ed esposizione.

 

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