• Google+
  • Commenta
5 Maggio 2012

Industria del Cinema a lavoro

Lo strepitoso incasso raggiunto da Benvenuti al  nord, pari a 12 milioni raggiunti in 5 giorni ( ma Che bella giornata raggiunse la stessa cifra in 3),non riesce a colmare una matematica inflazione, che rendono i dati analizzati da Cinetel davvero preoccupanti: rispetto al 2010,nel 2011,gli spettatori sono diminuiti quasi dell’8%  e gli incassi del 10%; con risultati negativi durante il periodo natalizio ( -14,69%) con un picco bassissimo nel week end 13-15 di gennaio (-45%).

A parlare delle cause e dei possibili rimedi per non incombere in una crisi oggettivamente sempre più profonda, è stato Lionello Cerri, storico esercente dell’Ateneo milanese, produttore delle Lumiere & Co. (produce,fra gli altri,i nuovi film di Soldini e Dritti) e da novembre nuovo presidente dell’Anec ,l’associazione degli esercenti.

Secondo Cerri ad abbassare ulteriormente la deblace natalizia è stata la coincidenza  che le feste abbiano coinciso con il fine settimana,ma i problemi di ordine strutturale sono stati due: se al cinema mancano blockbuster come Avatar o Checco Zalone ,il prodotto va subito in negativo. La seconda che riguarda la crisi del prodotto americano ,ha portato la nostra quota di mercato al 40%,diminuendo la varietà.

Cerri continua rompendo una freccia a sfavore di un mercato immobile che vede trionfare solo le commedie italiane,perchè fra multiplex e sale di cinema cittadine si è  creato un certo equilibrio che permette di accontentare ogni genere di spettatore. poi,da non sottovalutare i risultati di Moretti e Sorrentino intorno ai sei milioni.

Ma, Cerri,conclude che i nodi fondamentali restano essenzialmente due,legati uno ad una natura culturale e l’altro produttivo-politico. In Italia non c’è un cultura cinematografica,perciò l’Anec sta realizzando progetti cone le scuole per creare corsi di educazione all’immagine. Secundis caso, finché il nostro cinema sarà nelle mani del duopolio Rai-Mediaset ,si continuerà a privilegiare un prodotto più consono alla loro origine televisiva, cioè le commedie. Finché lo Stato continuerà a non considerare il cinema come un bene Economico,come in Francia e Gran Bretagna,ma un peso,l’industria non potrà rigenerarsi.

Intanto Cerri ha una proposta concreta per cominciare a cambiare le cose. Una Lotteria del Cinema su modello inglese,gestita da Lottomatica e legata ad uno gioco spettacolo che prevede la presenza dello star system del nostro cinema. Cosi ci sarebbe un fondo non solo da dedicare alla produzione,ma ad un piano che ripensi l’industria cinematografica a 360 gradi.

Approverà il Ministero?

 

 

 

Google+
© Riproduzione Riservata