• Google+
  • Commenta
7 Maggio 2012

Lezioni di cinema-qualità dalla Francia

Che il cinema europeo, da un po di tempo a questa parte, esprima la massima qualità nei cugini d’Oltralpe,è risaputo non solo dalla critica,ma anche dal pubblico meno intransigente. I punti di riflessione sul confronto innanzitutto nascono da una discrepanza matematica: le presenze cinematografiche in Francia hanno superato, nel 2011, i 215 milioni di biglietti venduti. Se si tiene conto che abbiamo pressapoco lo stesso numero di abitanti,i nostri 100 milioni di biglietti venduti non arginano un divario dirompente,nonostante la crescita del prodotto italiano con quota di mercato pari al 40%.

Il punto d’interesse come fa ben notare Paolo Merenghetti è legato al film più evidenziante di tutto l’anno – Una Separazione di Asghar Farhadi, Golden Globe come miglior film straniero. Dodici settimane di programmazione in Italia hanno raccolto circa 78 mila spettatori, in Francia undici settimane hanno fatto registrare 846 mila biglietti circa; è evidente come la diffusione del cinema di qualità nel Bel Paese è ridotta non ai minimi termini ,ma molto più in basso. A gravare la situazione è l’avanzare di certe commedie di successo,che desertificano un tessuto cinematografico minato nella crescita del cinema tout court.

Numeri a parte, la sconfitta è netta anche in termini culturali – in un intervista ad Aureliè Filipetti, (consigliera per la cultura del nuovo presidente Francois Hollande), a Le Monde mette i punti.

“… creare un gemellaggio tra un’artista e una classe per tutta la durata dell’anno scolastico”

In sintesi ,non solo si insegna a capire l’arte,ma si stimola l’attitudine artistica dello studente. L’oblio del direttorio scolastico italiano parla da sè.

L’Italia comprenderà il cinema come bene economico-culturale piuttosto che come azione di marketing da elezione provinciale?

Alacre.

Google+
© Riproduzione Riservata