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26 Maggio 2012

Morire e scegliere di farlo, una tragedia che è sempre senza precedenti

Morire
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Morire e scegliere di farlo, una tragedia che è sempre senza precedenti.

Ci risiamo. Un’altra settimana si chiude all’insegna della tragedia: nessuna bomba, nessun terremoto, c’è dell’altro: il male di vivere.

Un male moderno ma sempre esistito e che riempiva poesie e i racconti di tutti i poeti e, perché no, le pagine di diari nascosti di uomini e donne qualunque.

Quella sensazione di non farcela, di trovarsi in un tunnel e non riuscire a vedere la fine, quell’ostinata voglia interiore di chiedere aiuto ma allo stesso tempo sentirsi solo contro il mondo, quella sensazione di oppressione che porta, inevitabilmente, ad una sola scelta: farla finita.

Ed è questa sensazione che ha portato, lo scorso 24 maggio, Luca Moccia a togliersi la vita.

Il ragazzo 22enne, originario di Mugnano del Cardinale, studiava a Verona ed è proprio nella stazione di San Bonifacio che ha deciso di porre fine alla sua esistenza.

Secondo quanto riportato dalle testate giornalistiche della zona, il giovane avrebbe atteso l’Intercity proveniente da Verona diretta a Venezia per lanciarsi sotto le rotaie.

Morire e scegliere di farlo, una tragedia, ed un urlo che restano sempre senza precedenti

L’urto è stato violentissimo, Luca ha fatto un volo di 150 metri. Numerose le persone che hanno assistito alla tragedia, immediati gli interventi la circolazione dei treni è stata interrotta per diverse ore fin quando il magistrato non ha dato ordine di rimuovere il corpo esamine del giovane irpino.

Sgomento nelle città coinvolte dalla tragedia che non riescono a spiegarsi il perché di questo gesto estremo e nel frattempo che gli inquirenti cercano di fare luce su questo caso è d’obbligo una domanda: Andando avanti così quale sarà il nostro futuro? Chi lotterà per un futuro migliore se ad ogni “piccolo” problema rispondiamo così?

Dobbiamo reagire non possiamo rimanere fermi e aspettare che qualcuno ci pensi al posto nostro. Ci hanno pensato già abbastanza e stiamo rischiando di vederci negata la possibilità di crescere, di avere un lavoro, di coronare il sogno di avere una famiglia, di vedere realizzati i nostri sogni, le nostre speranze…

Non possiamo restare indifferenti a queste tragedie, dobbiamo reagire affinché ciò non accada più. La morte non porta a nulla se non alla presa di coscienza che non si ha abbastanza coraggio per affrontare la vita.

Dobbiamo rimboccarci le maniche e affrontare “il male” dire una volta per tutte basta agli abusi e soprusi del mondo di oggi e riprendere ciò che ci spetta di diritto: il nostro futuro!

 Dora Della Sala

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