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4 Maggio 2012

Origini della pubblicità televisiva

Introduzione

Scorrendo le cronache mondiali di questi ultimi anni, si comprende facilmente l’essenza della pubblicità televisiva, che dopo essere entrata nelle case degli italiani sul finire degli anni “50, ha occupato la scena dei rapporti sociali, economici e culturali, provocando una rivoluzione nel modo di pensare.

A uno stadio ancora minimale la pubblicità appare come un veicolo comunicativo di grande accelerazione e semplificazione, sopratutto nel comunicare il messaggio ai telespettatori. In tale veste essa prosegue una sua funzione precedentemente inaugurata attraverso la radio e poi successivamente attraverso il mezzo televisivo, dilatandone l’efficacia dal solo campo del suono a quello audiovisivo.

Dalle pubblicità alle diverse trasmissioni televisive tutto può essere comunicato audiovisivamente e immediatamente percepito, e quelli che percepiscono maggiormente sono i bambini che attraverso una psicologia ancora allo stadio evolutivo recepiscono il messaggio televisivo come un piccolo contenitore, senza distinzione da ciò che può essere positivo o negativo, accettandoli entrambi a priori.

Origini della pubblicità televisiva

Da Carosello alla telepromozione della “scenetta” allo spot, la pubblicità si è  conquistata un posto di rilievo in questi quarant’anni di televisione, presentandosi come spettacolo in sé e vivendo da protagonista l’evolversi della nostra cultura visiva e della nostra società. Ha attinto ai generi (sopratutto cinematografici), ha esaltato gli stereotipi e le tipologie della tradizione popolare (la massaia operosa, il medico rassicurante, la ragazza libera, la nonna saggia), ha strizzato l’occhio al mito (il sesso, l’avventura, il viaggio, l’eterna giovinezza, la felicità) e ha riciclato in un vorticoso gioco di rimandi, modi di dire, facce note, schegge ideologiche. La pubblicità inoltre prima negli U.S.A. e poi in Italia ha consentito la nascita e il prosperare della televisione commerciale, dalle emittenti locali ai grandi network nazionali, uscendo da spazi rigidamente prefissati e inserendosi di forza nel tessuto stesso delle trasmissioni. Ma ha anche svecchiato moduli narrativi insegnando al cinema nuove tecniche e nuovi ritmi.

Anni “50

IL 3 Febbraio 1957, alle ore 21, la pubblicità sbarca in TV. Nasce “Carosello”, forma unica al mondo nel suo genere, ideato come come un varietà è composto da quattro brevi film, ciascuno con un “Codino” dedicato al prodotto. Per anni fu un appuntamento da non perdere. Tanto che i più piccoli accettavano di buon grado una sorta d ordine concessione: “…e dopo Carosello tutti a nanna”. Questa sana abitudine proseguì fino al 1° Gennaio “77, quando con la riforma della RAI si decise si pensionare il mitico siparietto.

Anni “90

La nuova frontiere della pubblicità non si chiama più spot, ma telepromozione, sponsorizzazione, televendita. Bravi presentatori imbastiscono inni al Gorgonzola e odi ai Tortellini, senza regole ne limiti, ma anzi facendo dello spazio dedicato allo sponsor dei veri e propri siparietti di varietà a volte godibili, a volte meno, che entrando nelle case delle famiglie italiane come mini trasmissioni attraggono l’attenzione e la curiosità di tutti.

Anni ancora da scrivere…

Questo confronto tra vecchio e nuovo ci porta a riflettere su quelle che possiamo definire alla luce di mezzo secolo trascorso (dalle origini ai giorni nostri) differenze abissali, quelle differenze che nel corso del tempo hanno contribuito a cambiare nell’insieme la nostra visione della pubblicità e che cambierà ancora negli anni a venire, e lo farà attraverso la rete con un maggiore  utilizzo di Internet che con ogni probabilità conquisterà il mondo sostituendo la TV e rivoluzionando la vendita.

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