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25 Maggio 2012

Rescue – l’applicazione salvavita su Android e Apple

Rescue, frutto di una innovativa sinergia tra italiani e israeliani, è sicuramente, nel panorama delle “app”, spesso inutili e poco funzionali, una interessante novità. Interessante e, se troverà l’adeguato supporto tecnico da parte dei contact center dei produttori di telefoni, utilissima in caso di emergenza.

Da quanto è possibile riscontrare in questo video che ne spiega tutte le funzioni e la configurazione, una volta installata, questa applicazione dovrebbe essere in grado di individuare casi specifici di emergenza quali incidenti stradali, cadute accidentali e disastri naturali, come i terremoti, e venirci in aiuto.
Come? Anche a telefono spento, Rescue, avvertito il pericolo, sfruttando il 3g ed il gps, provvederà ad inviare un sms o ad avviare una chiamata in viva voce ai centri di assistenza designati per ogni smartphone che, a loro volta, si metteranno in contatto, a seconda dell’avviso ricevuto, con la polizia o i soccorsi.

Per il momento, però, soltanto Samsung-Italia, Motorola-Italia e Vodafone hanno dato la loro disponibilità al progetto che ha superato, da poco, la prova del “crash test” secondo le norme europee.

Diffuso e promosso dall’ex pilota Ghigo Capasso, oggi a capo dell’azienda produttrice del software che ha sede a Tel Aviv, questo piccolo programmino precede la famosa “black box” che le auto dovranno presto implementare e potrebbe diminuire, seppur in minima parte, i decessi dovuti all’impossibilità di chiedere aiuto da parte del ferito.

L’app, disponibile su Play Store e Apple Store, costa intorno ai 3 euro, parte dei quali saranno devoluti in beneficienza alla Klaas Kids Foundation, che aiuta la prevenzione dei reati contro i minori.

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