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1 Maggio 2012

Stereotipi al festival: il giornalismo tra sogno e realtà

La sesta edizione del festival internazionale del giornalismo a Perugia lascia la scia di una grande partecipazione, un pubblico attivo e passivo che ha contribuito seguendo gli eventi, commentando sui social network e riprendendo le dirette a diffondere ancora una voltal’ animus della comunicazione.

La sortita? La constatazione di tre tendenze che corrispondono pressappoco agli stereotipi nazionali italiano, anglosassone ed arabo.

L’ Italia debutta attraverso le voci della precarietà, di coloro che sono giornalisti nella sostanza, che continuano il loro cammino di crescita pur non avendo spazi giuridici per dimostralo. L’ area anglosassone irrompe impetuosa sull’ onda della tecnologia a difendere l’ entrepreneurial journalism ed i postulati del web a dispetto di qualsivoglia dicitura giornalistica stricto sensu. Il mondo arabo emerge soffusamente dal basso a sottolineare come la liberalizzazione informatica abbia permesso, se non altro contribuito in alcuni casi, alla liberazione dal dispotismo.

Un tradizionalismo romantico italiano fluttuante tra l’ obbligo di globalizzarsi ed il rimpianto del welfare che garantiva il posto fisso; un ottimismo inglese da self made made che premia il pragmatismo e l’ inventiva monetizzabile ed, infine, il desiderio di libertà d’ informazione ed espressione che nei paesi arabi vede nel giornalismo citizen la chiave di volta per la democrazia.

Il giornalismo è cambiato, probabilmente, essendo mutato nella forma e nella sostanza è rimasto solo nominale.. ma il festival sembra un modo senz’ altro efficace per accomunare voci diverse, prospettive che oggi e domani contribuiranno a dare spazi d’ espressione al magma comunicativo.

Giornalismo come scrittua, o piuttosto come denuncia, come inchiesta o come via alla monetarizzazione dell’ informazione. Vogliamo che il giornalismo sia criticitàapprofondimento? testimonianza o immediatezza? tendenza o tradizione? Difesa o battaglia? Adesso è tutto..e forse questo è il problema..

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