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15 Maggio 2012

Studio Ocse: i giovani i più danneggiati dalla crisi

Roma- La crisi di certo non ha giovato a nessuno (o quasi), ma oltre agli esodati e padri di famiglia che si suicidano, la peggio l’hanno avuto i giovani che molto probabilmente non avranno sin da oggi un futuro roseo e stabile. A dirlo sono i numeri divulgati dall’Ocse che conta circa 11 milioni di disoccupati tra i 15 ed i 24 anni dall’inizio del 2012. Questo studio è stato fatto in virtù della futura riunione dei ministri del lavoro al G20 in Messico del 17-18 Maggio.

I dati ufficiali derivanto dallo studio dell’organizzazione, parlano di una disoccupazione giovanile al 17,1%, molto prossimo al massimo del 18,3% toccato nel novembre del 2009. E’ un tasso di disoccupazione ben piu del doppio rispetto a quello medio dell’intera popolazione con picchi di tre volte in Grecia ed in Spagna dove il tasso dei giovani senza lavoro e’ aumentato del 51,1% da marzo 2007 a marzo 2012 al 17,4%.

Con queste parole l’Ocse divulga i dati: “I giovani senza lavoro sono quelli che stanno soffrendo di piu’ nell’area Ocse, con il tasso di disoccupazione vicino ai picchi storici. Piu’ di un giovane su cinque e’ fuori dal mercato del lavoro in Francia, Gran Bretagna, Svezia, Polonia, Irlanda ed Italia”. Continuando tramite il segretario generale, Angel Gurria: “I governi devono affrontare questo problema economico e sociale con azioni decise e concrete. Il mio messaggio ai ministri del G20 a Guadalajara e’ che ci sono strade efficienti per aumentare le prospettive occupazionali dei giovani e che ogni strategia di consolidamento fiscale deve essere attenta, favorevole alla crescita e deve tutelare le future generazioni. Proponiamo azioni concrete e mirate e investimenti in competenze ed educazione del giovani per dare loro la speranza di un futuro migliore“.

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