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17 Aprile 2019

Sondaggi elettorali europee oggi 17 aprile 2019: possibili scenari

Sondaggi elettorali europee oggi 17 aprile 2019
Sondaggi elettorali europee oggi 17 aprile 2019

Sondaggi elettorali europee oggi 17 aprile 2019

Ultimi sondaggi elettorali europee oggi 17 aprile 2019: ecco quali sono le intenzioni di voto degli italiani in vista delle prossime elezioni.

Cresce senza sosta la Lega, ma la speranza sono i giovani.

Manca poco più di un mese alle elezioni europee 2019, previste in tutto il continente tra il 23 e il 26 maggio. Continua il dibattito sui nuovi e possibili equilibri in seno al Parlamento europeo.

Equilibri su cui i principali schieramenti italiani sperano di poter pesare in modo decisivo.

Lega e Movimento 5 Stelle, le due forze del governo, si presentano al voto europeo con due schieramenti separati.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha stretto un’alleanza con i sovranisti di tutta Europa. Dal canto suo, Luigi Di Maio volge lo sguardo da tutt’altra parte.

Se la Lega sarà però presumibilmente il primo partito, i pentastellati dovranno avere a che fare con la rimonta del PD, rigenerato sotto la guida di Nicola Zingaretti, che contende loro la seconda posizione.

Secondo le proiezioni, il partito popolare europeo rimane saldamente in testa. A seguirli, i socialdemocratici. Le due forze politiche – a capo dell’UE nell’ultima legislatura – registrano però un brusco calo.

Sondaggi elettorali europee oggi 17 aprile 2019: chi vincerebbe se si andasse al voto oggi

Grafico sondaggi elettorali europee oggi 17 aprile 2019

Grafico sondaggi

Quale sarebbe ad oggi la composizione del Parlamento europeo?

Dai sondaggi elettorali delle prossime europee arrivano buone notizie per chi crede e vede un po’ di luce nel lungo tunnel, metafora dell’Europa.

Siamo in un periodo in cui è forte l’euroscetticismo, con i movimenti sovranisti e anti-europeisti che crescono senza sosta.

Questi ultimi, si candidano seriamente a provocare un forte e deciso scossone nell’Unione europea.

Secondo gli ultimi dati, elaborati da Politico, il partito popolare europeo e i socialdemocratici perderebbero rispettivamente 42 e 51 seggi rispetto all’ultima tornata europea.

Al terzo posto, i questa parziale classifica, ci sono i democratici dell’ALDE, seguiti da Conservatori e riformisti europei (ECR). Il primo gruppo a guadagnare seggi, senza particolari sorprese, è quello dell’Europa delle nazioni e della libertà, ossia il movimento sovranista guidato da Matteo Salvini. Per questo schieramento si registra un aumento parziale di 24 seggi.  Il gruppo del M5s si ferma invece a 23 seggi.

La speranza dell’Europa sta nei giovani. Evidenza di ciò è sottolineato nell’ultimo sondaggio curato da Demos con la fondazione Unipolis e condotto dall’Osservatorio Europeo sulla Sicurezza. Lo studio rivela come tra i cittadini più giovani si senta meno il deterioramento della fiducia nei confronti dell’Ue. Un po’ perché le nuove generazioni sentono meno le polemiche del recente passato, un po’ per il loro entusiasmo.

La fiducia tedesca nei confronti dell’Europa: intenzioni di voto

Dai Sondaggi elettorali europee emerge, che in generale il sostegno all’Unione europea viene espresso da circa un cittadino su tre. Una percentuale, però, che si alza sensibilmente all’abbassarsi dell’età. Per questo in paesi come l’Italia, l’Olanda o la Gran Bretagna, il grado di fiducia nella fascia tra i 15 e i 24 anni sale al 65%.

Tra i 25 e i 34 anni, poi, il gradimento cala al 53 %, per subire un crollo nelle fasce maggiori di età, fino al 30% tra i più anziani.

La situazione sopra descritta cambia totalmente se si guarda alla Germania. Infatti, al contrario degli altri Stati membri ha subito meno il crollo di fiducia nell’Ue negli ultimi decenni. Anche vent’anni fa, in Germania, quasi due cittadini su tre si dicevano contenti dell’Europa.

E lo sono tutt’ora.

Merito, ovviamente, della posizione di centralità che i tedeschi vivono nell’Unione europea. Ma la Germania rimane pur sempre uno solo dei 27 Stati membri. Dunque è una situazione ‘isolata’, e che non riguarda nemmeno la metà dei Paesi Ue. Ecco perché per l’Europa diventa essenziale il gradimento dei cittadini di tutti gli altri Stati membri.

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