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28 Maggio 2012

Un museo per comunicare una finanza divertente e rassicurante

Museo del Risparmio

Il 24 Maggio è stato inaugurato nel cuore di Torino (via San Francesco d’Assisi) il Museo del Risparmio: seicento metri quadrati, nel palazzo sede del primo Monte di Pietà (istituto fondato nel 1519 allo scopo di assistere i poveri con prestiti di denaro), per dare vita a un progetto di educazione finanziaria.

Museo del Risparmio

Museo del Risparmio

Il Museo è nato su iniziativa di Intesa San Paolo ed è stato realizzato con l’appoggio e la collaborazione dei suoi stessi dipendenti (nei ruoli di ricercatore, sceneggiatore, attore, ecc.).

Ispirato al Museum of American Finance che sorge al civico 48 di Wall Street (New York), e fortemente voluto dal Presidente del Consiglio di Gestione della banca Andrea Beltratti, è il primo in Europa. E non stupisce che sia sorto proprio in Italia un progetto che mira ad avvicinare i cittadini ai concetti di base del risparmio e degli investimenti: un paese che annovera uno dei tassi di risparmio più elevati al mondo (con un patrimonio finanziario netto del settore privato che sfiora i 3.000 miliardi di euro). Come il risparmio, quell’esercizio di pazienza che proietta l’astinenza dal consumo nella visione del domani, quest’iniziativa “non guarda al breve periodo – ha affermato il ministro Elsa Fornero durante l’inaugurazione – Dobbiamo recuperare la saggezza dei nostri genitori e lavorare perché in futuro le famiglie possano ritornare a risparmiare”.

Lo spirito da cui nasce il Museo è semplice: sembra oggi più che mai importante inventarsi il modo di accrescere la cultura finanziaria anche di coloro che si trovano al di fuori delle tradizionali iniziative, pubbliche o private che siano (e demandate ai vari livelli di scuola). La realizzazione di un museo per assolvere a questo compito, pertanto, rispecchia proprio la volontà di rivolgersi all’intera comunità.

Inoltre, se di primo acchito questa potrebbe apparire come una scelta anacronistica nell’era di internet, è anche vero che destreggiarsi da soli tra i meccanismi del mercato finanziario, utilizzando esclusivamente le risorse disponibili sulla rete, non è per tutti facile: dipende dal grado di conoscenze individuali (sia informatiche sia economiche) la capacità di discernere quali siano le informazioni attendibili. Nell’immaginario di molti, per di più, il luogo fisico ancor oggi assume la veste rassicurante di ciò che accoglie, al contrario di un web che pare risucchiare in un vortice incontrollabile d’informazioni.

Gratuita fino al 3 giugno, la visita si snoda lungo cinque sale, in un percorso che va dalla sala storica per “conoscere” alla sala tematica per “capire” gli strumenti della finanza (azioni, obbligazioni, fondi pensione, ecc.); e ancora la sala letteratura per “raccontare” (dove tramite interviste impossibili i personaggi della storia e della letteratura narrano il loro rapporto con il denaro) e la sala cinema per “sognare” a partire dalle visioni di grandi registi.

A conclusione del tour è stata poi pensata una sala attiva, dedicata al gioco e alla sperimentazione attraverso un tavolo multisensoriale. Qui ci si può infatti mettere nei panni di un trader, di un investitore o di un imprenditore per mettere alla prova le proprie conoscenze e capacità. A guidare in questo percorso che mira ad essere divertente ed accessibile a tutti, due guide virtuali d’eccezione: For e Mika, la coppia di formiche mascotte del Museo (foto).

La scelta di realizzare il Museo non nasce da ragioni di marketing, dice il manager di Intesa San Paolo, ma una precisazione per quanto riguarda almeno la strategia comunicativa va fatta. Sebbene infatti i prodotti di Intesa San Paolo ne restino fuori, e pertanto non si possa parlare propriamente di marketing, alla base di quest’idea difficile è non intravedere la volontà di ricucire un rapporto tra le banche e la comunità caratterizzato sempre più da diffidenza e astio.

Un museo che rappresenta allora il tentativo di comunicare e tramettere ai visitatori l’idea di una finanza divertente, rassicurante, partecipata, i cui meccanismi sono trasparenti e accessibili a tutti. Non solo un luogo istruttivo dunque, ma che mira altresì a ridare fiducia nelle opportunità offerte dal mercato finanziario: riprendendo la citazione di O. W. Holmes che capeggia sul sito del Museo, “non riponete la vostra fiducia nel denaro ma il denaro nella fiducia”. Per chiudere: se il discorso del marketing forse non c’entra con il Museo, il voler fornire una specifica immagine della banca (o, più in generale, del mondo finanziario) certamente sì.

Selene Parigi

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