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12 Maggio 2012

Una foglia artificiale per produrre energia a basso costo

Sono dispositivi che imitano in tutto e per tutto il processo di fotosintesi delle piante; si tratta di vere e proprie “foglie artificiali” che producono idrogeno senza ricorrere a costosi catalizzatori.

I tentativi di imitare il processo di fotosintesi delle piante vanno avanti ormai da più di un secolo. Il primo a parlarne fu il chimico italiano di origine armena Giacomo Luigi Ciamician, fondatore della moderna fotochimica sperimentale, che in un articolo del 1912, intitolato la La fotochimica dell’avvenire, si pose per la prima volta il problema delle fonti di energia alternative.

Partendo dagli studi di Ciamician, Daniel G. Nocera, docente di chimica al Massachusetts Institute of Technology, già da tempo impegnato in questo campo di ricerca, è arrivato alla creazione della prima foglia artificiale. Un dispositivo che a suo avviso, avrà numerosi risvolti pratici. Il lavoro, con una descrizione molto dettagliata del procedimento, è stato da poco pubblicato sulla rivista ACS Chemical Research.

Il prof. Nocera ha realizzato un collettore solare a sandwich costituito da due film che generano ossigeno e idrogeno. Nel primo, al posto del solito catalizzatore di platino che produce gas idrogeno, è presente un composto molto meno costoso di nichel-molibdeno-zinco. Sull’altro lato della “foglia” c’è invece una pellicola di cobalto che permettere la liberazione dell’ossigeno.

“La foglia artificiale descritta qui come un semplice dispositivo composto da materiali che abbondano sul nostro pianeta, fornisce il primo passo di un percorso in linea con i sistemi di produzione a basso costo, che risulta necessario per la produzione di combustibili solari economici. Attraverso questo tipo di sistema, l’energia solare può diventare una fonte di energia vitale per i Paesi più poveri”, sostiene Nocera nelle conclusioni del suo articolo.

 

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