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14 Maggio 2012

Unical. Le sue storie e i suoi protagonisti (II)

“La gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca“. (Cesare Pavese, Lettere, Brancaleone, 1935)

Teresa è una studentessa di Crotone che studia Giurisprudenza all’Università della Calabria. Il corso di Laurea quinquennale è nato recentemente, e Teresa tre anni fa ha deciso di studiare le materie giuridiche a Cosenza, ad un’ora e mezza di macchina dal suo mondo, dalla sua prima vita, diventando autonoma come tanti universitari fuori sede che giorno dopo giorno frequentano i corsi universitari e, approdando in una città diversa ma che raccoglie in sé altre città, si trovano faccia a faccia (o mente a mente) con nuovi modi di pensare, di vedere, diverse forme di vita rispetto alla propria. Studiare la Legge è capire lo spirito della legge stessa, comprenderne lo spirito e il tempo, ovvero perché quella legge è stata fatta.

La tua prima esperienza lontano da casa per arrivare all’università, un mondo nuovo, guardare la vita con occhi diversi. Quali credenze hai cambiato in questi ultimi anni? Il fatto di condividere opinioni con persone diverse da te e tra di loro, con tanti pensieri che arrivano all’Unical da ogni parte della Calabria, ti ha arricchito?
Sicuramente mi ha cambiato, perchè vivo da sola, sono diventata in tutto e per tutto autonoma e ciò mi piace, anche se è dura perchè non ho un reddito, sono mantenuta. Certo, lo scambio di opinioni arricchisce sempre, è un’esperienza che porterò sempre dentro.

Il corso di studi che hai seguito cosa ti ha dato oltre che una preparazione per la futura laurea in giurisprudenza?
Sono studi che prendono molto, sono molto interessanti e mi hanno fatto capire molte cose, specie in questo momento di crisi, riesco a capire cosa va storto. Vorrei solo più tempo per approfondire le tematiche, a Cosenza non si ha molto tempo.

Morale, legge e desiderio: cos’è la legge? Quanto la persona scambia la morale per la legge?
Partiamo dal presupposto che nella legge c’è un fondo di morale, hanno una matrice unica ma poi prendono vie diverse. La domanda non è quanto la persona scambia la morale per legge, ma cosa intende per morale la persona e la vede come legge. Il desiderio è pura passione, è un discorso a parte.

Torniamo alla morale, confrontata alla legge: perchè attribuire la propria morale agli altri?
Si attribuisce la morale agli altri perchè non si accetta lo scambio di opinioni, è semplice. E’ anche dovuto al fatto che regna imperante l’ignoranza e il poco rispetto dell’opinione altrui.

Cosa non cambieresti del tuo corso di laurea in giurisprudenza? E cosa aggiungeresti?Non cambierei nulla, a parte gli insegnamenti di economia! Aggiungerei insegnamenti tolti, quelli più specifici per la professione che nessuno un domani ti insegna, come un tirocinio o materie come medicina legale per saper leggere referti e criminologia, polizia e politiche di sicurezza, tutte materie interessantissime.

Un film che racconta un pò di te.
Film, non sono molto brava. Sono brava più con le canzoni, mi rivedo di più. La canzone che mi rispecchia è sicuramente “Charlotte Sometimes” dei Cure, film non saprei, sarebbe una risposta azzardata, non ci ho mai pensato!

The Cure – Charlotte Sometimes

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