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28 giugno 2012

Campagna Greenpeace: Enel, il serial killer ambientale

L’Italia e le energie rinnovabili, un connubio che proprio non vuole realizzarsi.

Il peggio è che questa imbarazzante situazione avviene in un momento in cui il Mondo sta dicendo a gran voce “NO” all’inquinamento e in cui mezza Europa sta ricorrendo alle rinnovabili per creare progetti ad ampio raggio con cui risparmiare e al contempo decontaminare l’ambiente in cui vivono.

Ma l’Italia, sotto questo particolare profilo, sembra essere “poco europea”. Infatti, come denuncia Greenpeace (www.greenpeace.org), una delle aziende che ogni due mesi entra nelle case di quasi ogni italiano con una bella bolletta da pagare, Enel, è la prima azienda in Italia per il suo contributo all’inquinamento, nonché quarta in Europa.

Le campagne pubblicitarie dell’azienda elettrica non fanno altro che cercare di sensibilizzare le persone che la loro produzione energetica è “Green” ma i dati raccolti da Greenpeace circa il grande abuso del carbone come combustile fanno emergere una situazione molto poco “Green” e decisamente molto inquinante.

Infatti, l’uso del carbone come combustile comporta il rilascio nell’aria di anidride carbonica (CO2), di numerosi metalli nonché delle famosi polveri sottili, i quali sono tutti agenti fortemente inquinanti che causano, in Italia, una morte prematura al giorno e 2 miliardi di euro di danni ogni anno allo Stato.

Ovviamente, la campagna di GreenpeaceFacciamo luce su Enel”, (www.facciamolucesuenel.org/), non è andata a genio ad Enel, la quale ha mal vissuto le proteste dell’associazione per la salvaguardia dell’ambiente in occasione del 50esimo anniversario dell’azienda elettrica, e ancor meno ha gradito i dati che Greenpeace ha raccolto per denunciarla ritenendoli non scientifici, nonostante essi siano stati calcolati con i metodi già adottati dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, e senza mai accettare un confronto in 6 anni che Greenpeace continua ad esortarla di passare alle rinnovabili.

Eppure i dati parlano chiaro: Enel è l’azienda inquinante n.1 in Italia con 36,8 milioni di tonnellate di CO2 emesse nel 2011, quarta in Europa con 78 MtCO2, e  la richiesta di Greenpeace è di terminare progressivamente l’uso del carbone entro il 2030 e abbandonare i progetti di nuovi impianti a carbone in virtù di progetti che interessino le rinnovabili.

In risposta Enel ha chiesto un risarcimento di 1,6 milioni di euro per le proteste perpetrate da Greenpeace dal 2006 ad oggi nonché l’oscuramento del suo sito.

In questi giorni le due contendenti si vedranno in tribunale e finalmente ci sarò il tanto agognato confronto.

Per un’Italia più pulita, che vinca il meno “inquinante”

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