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18 giugno 2012

Dalla Cina con calore

Terminata in grande stile la stagione sinfonica presso l’Auditorium di Roma, parco della musica, inizia subito la stagione estiva con una stella di prima grandezza nel panorama musicale contemporaneo: Lang Lang, che si esibirà martedì, giovedì e venerdì presso la sala Santa Cecilia, proponendo due concerti ad elevato tasso di difficoltà ed un workshop.

Ventinovenne pianista cinese molto noto al grande pubblico romano per essersi esibito giovanissimo, nella neonata sala Santa Cecilia, proponendo il concerto per pianoforte ed orchestra di Tchaikovskij.

Lang Lang si è già esibito in quasi tutti i maggiori teatri del mondo sin dalla più tenera età, (il primo concerto risale a quando aveva cinque anni) e, soprattutto, durante i giochi olimpici di Pechino 2008.

Tuttora considerato un giovane prodigio, sembra abbia sviluppato il grande amore verso la musica ed il piano a due anni, dopo aver visto un episodio del cartone animato Tom & Jerry, in cui gli eterni rivali si davano battaglia durante l’esibizione, da parte di Tom in abito da sera, della virtuosa Rapsodia Ungherese n° 2 di Liszt.

Il resto è storia, compresa un’ interruzione totale dello studio quando Lang aveva solo nove anni, viveva a Pechino con il padre – manager, mentre la madre lavorava fuori città e manteneva la famiglia, e prendeva lezione da un’arcigna insegnante da lui soprannominata “professoressa Rabbia”.

Oggi l’intenzione del pianista è chiaramente quella di diffondere l’amore per la musica tra i più piccoli, sfruttando il suo indubbio talento e la popolarità acquisita.

Lang Lang è già presidente di una fondazione internazionale che porta il suo nome ed è forte in patria di un dirompente effetto mediatico che ha spinto ben 40 milioni di piccoli cinesi ad intraprendere lo studio del pianoforte dopo averlo ascoltato.

Così farà anche a Roma, nella serata di venerdì, incontrando cento virgulti dello strumento a tastiera. Una trovata intelligente, dal sicuro effetto spettacolare e commerciale, a metà strada tra il concerto di musica ed il wokshop che può far storcere, a buon diritto, il naso a molti ma, se non altro, dati alla mano, funziona.

Potremmo, dunque, assimilare Lang Lang ad una versione moderna del pifferaio magico protagonista della omonima favola per bambini. Questo per dire che chi ha bisogno di credere alle favole si innamorerà di questo giovanissimo genio, dalla pettinatura eccentrica da folletto e del suo modo di suonare caricato e drammatico.

Il che, intendiamoci, va benissimo per chi propone musica propria.

Lang Lang, invece, è un interprete, non un compositore, ovvero un artista che ripropone brani composti da altri. Certo, brani sempre complessi e proibitivi.

Basti pensare che nella sola serata di martedì suonerà tutti i dodici studi dell’Opera 25 di Chopin, mentre giovedì proporrà non uno ma ben due concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven: il secondo ed il quinto (il roboante Imperatore).

A voi la scelta: ascoltare Beethoven o una reinterpretazione in stile Lang Lang?

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