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18 giugno 2012

E…state al lavoro

Il calendario dice che l’estate è alle porte, le temperature invece sono estive già da un pò (era ora) e se c’è chi associa la bella stagione con la chiusura delle scuole o le vacanze per molti altri l’estate coincide l’inizio del cosiddetto lavoro stagionale.

Per lavoro stagionale si intende una occupazione da svolgere per un periodo specifico e limitato dell’anno.
La durata del lavoro, come indica lo stesso termine, si svolge per un breve o medio lasso di tempo ed è naturale associare tale prestazione lavorativa al periodo estivo che cambia a seconda del territorio in cui ci si trova e delle opportunità (per lo più turistiche o agricole in Italia) che esso offre.
La situazione economica e occupazionale italiana ha fatto sì che questo tipo di scelta lavorativa non appartenga più solo agli studenti o a chi è in cerca di un primo lavoro (rappresenta sempre un primo punto d’ingresso nel mondo lavorativo e pur non fornendo ogni volta competenze specifiche insegna a lavorare in team e a responsabilizzarsi) ma attragga anche chi il lavoro lo ha perso o ne abbia bisogno di un secondo per arrotondare.

Le figure professionali ricercate sono quelle che riguardano i cuochi, aiuto cuochi, chef, camerieri di sala e ai piani, barman e animatori, addetti alla ristorazione e al ricevimento. L’indotto generato dal settore turistico rappresenta in Italia anche un’importante fonte di sbocco per diverse figure professionali e visto l’alta flessibilità degli orari (si passa dal part-time a turni notturni) è scontato che sia il principale canale di accesso al mondo del lavoro per i più giovani e per gli studenti.

Detto che il reclutamento sia cominciato nei mesi di aprile e maggio non è mai troppo tardi per proporre la propria candidatura controllando il portale degli informagiovani della propria città e regione, o siti specifici tipo infojob.
Per chi ne ha la possibilità il contatto diretto con le varie aziende (siano esse alberghi o chalet) rimane un canale preferenziale se non proprio per ottenere un lavoro almeno per fare un colloquio ricordando che in base alla sesta Indagine Eurostudent, realizzata su un campione di circa 4.500 studenti iscritti regolarmente alle università (statali e non) lavora il 39% dei ragazzi iscritti ad un corso di laurea triennale in linea con il resto dell’Europa dove lavora e studia il 40% dei giovani.

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