• Google+
  • Commenta
21 giugno 2012

Economia globale e domestica: l’ immanenza del materialismo.

La cessazione della politica di Bretton Woods sembra essere, per tentare una virata dallo sguardo ristretto e contingentato al quotidiano, uno dei rimpianti per la politica monetaria del neo great escape.
Rapporti di cambio e gestione degli aiuti di stato dovrebbero prescindere dal binomio nazionale e sovranazionale che viaggia su piani a dir poco paralleli. Come ci ricorda Paolo Savona ne “ Il governo dell’ economia globale”  spesso il concetto di mercato viene confuso con quello di capitalismo, mentre essi sono uno la struttura giuridica, l’ altro l’ asse filosofico di riferimento. Il funzionamento del mercato non conduce al migliore e massimo uso delle risorse e qui dovrebbe intervenire lo stato o qualsivoglia istituzione adibita a riequilibrare un liberismo che non garantisce in contropartita  lo sviluppo.

L’ intervento pubblico a ben vedere agisce in via incidentale a correggere il funzionamento insoddisfacente dei mercati ai quali ci siamo obbligatoriamente affidati, tuttavia nel farlo l’ amministrazione omette di considerare che le prescrizioni di mercato vengono calate direttamente in un contesto capitalistico che è l’ ideologia e che per giunta dal fallimento del capitalismo di stato si manifesta come un capitalismo privato dalle fattezze di  materialismo radicale quindi in semplice perenne tendenza verso il monopolio assoluto.
Oggi il fondo salva-stati per una buona parte del vento che soffia dal G20 di Los Cabos sembra un buon vettore contenitivo per l ‘ acquisto di titoli di stato soprattutto dei titoli degli attori deboli ma l’ estinzione dei debiti o almeno una virata favorevole rispetto alla tendenza in rosso non può essere considerata secondaria rispetto alla smania di rilevare i debiti. Debiti che  per evitare il collasso dei pesi dell’ Ue devono essere garantiti.

La risorsa in grado di farlo ha nome Bce, essa  dovrebbe saldare il riscatto attraverso  lo Smp, tuttavia la monetizzazione del debito è una manovra generalemente inflattiva ed ora lo sarebbe altrettanto soprattutto poi se la Bce continuasse un finanziamento continuato dei deficit. È arrivato il momento di  cessare l’ isteria monetaria, inquadrare piani d’ azione long term, concepire un quadro ampio, forse ritornare  a Bretton Woods. Non si possono limitare le forze del mercato ma è necessario migliorare le regole della loro espressione: fuori gli abusi e aumento di competizione.

Gli ostacoli di ieri e di oggi restano la dipendenza dei poteri delegati alle istituzioni sovranazionali da accordi sempre più difficili da modificare e l’ attitudine degli stati nazione a partecipare alle loro scelte secondo una visione nazionale..o peggio ancora ideologica

Google+
© Riproduzione Riservata