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29 giugno 2012

Emergenza trasporto pubblico a Salerno

Riteniamo sia necessaria una presa di coscienza collettiva dell’attuale momento di crisi che vive il CSTP e l’intero Trasporto Pubblico su gomma regionale. Per alcuni, solo le società del trasporto su ferro come EAV meritano attenzione per raggiungere  il loro salvataggio!

Per queste si sono cercate e trovate persino difficili soluzioni normative per spalmare debiti, bloccare pignoramenti ed utilizzare fondi FAS scippandoli a tutti i cittadini della Regione per 200 milioni di euro!!!

Mentre per il CSTP, non si pagano i debiti certificati in ben tre sentenze per soli 14 milioni, che ne garantirebbero la salvezza ed un futuro tranquillo.

Ricordiamo che il CSTP vanta un credito con la Regione Campania e si sta solo spettando una precisa quantificazione dello stesso. Ma questa rischia di arrivare troppo tardi!

Ci domandiamo: perchè chi ha la responsabilità politico amministrativa della vicenda non propone una transazione anche al 50/60% che potrà garantire i 600 dipendenti, le loro famiglie ed il servizio di trasporto pubblico a Salerno

Ormai non rimane molto tempo: il Comune di Salerno ha il dovere di garantire il trasporto, soprattutto in prospettiva dell’inizio dell’anno scolastico; non si possono più attendere pretestuose e provocatorie proposte di ricapitalizzazioni agli EE.LL. che non fanno che creare aspettative inutili tra i dipendenti, già esasperati da questa crisi e dal ritardo degli stipendi.

Se entro 10 giorni:

  • la Provincia non restituisce il 1.800.000 euro annuale tagliato al CSTP per ridistribuirlo alle linee private;
  • la Regione Campania non accetta, ancor più in questo momento in cui proclama di voler salvare il trasporto regionale, una transazione sulla richiesta di 14 milioni di euro.

Il Comune di Salerno non potrà farsi trovare impreparato e dovrà verificare come per legge tutte le ipotesi alternative per garantire il servizio in città, coinvolgendo in questa emergenza sociale anche la Prefettura, che dovrà garantire il percorso più idoneo per la miglior tutela dei livelli occupazionali oggi a rischio.

 

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