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5 giugno 2012

Gaikai e Onlive: sarà il cloud gaming il futuro dei videogiochi?

Sarà il cloud gaming il futuro dei videogiochi?
Questo è l’interrogativo che sta sorgendo per via della crescita esponenziale di servizi quali Onlive e Gaikai, uno dei quali, sembra addirittura in procinto di collaborare con Sony per la retrocompatibilità dei suoi titoli.
Ma cosa sono Onlive e Gaikai? E come funziona lo streaming applicato ai videogames?
Onlive e Gaikai non sono altro che piattaforme di cloud gaming, ovvero, portali che offrono la possibilità di giocare, tramite il loro software e, da poco, anche direttamente da Facebook, con numerosi titoli delle console con, in teoria, la stessa qualità grafica, qualsiasi sia il dispositivo da cui si è connessi.

E ciò rappresenta un cambiamento epocale poiché, in questo modo, non si dovranno più spendere centinaia di euro per aggiornare l’hardware dei propri computer che risultano obsoleti sempre più velocemente.

I giochi, che sono disponibili all’utente immediamente, senza nessuno download richiesto, sono acquistabili singolarmente o tramite abbonamento.
Ad esempio, Onlive offre la possibilità di confrontarsi con 200 diversi titoli, a soli 8 euro al mese.

Netbook, tablet e smarphone, collegati ad un monitor o ad una tv ad alta definizione, potranno, tramite la connessione internet, mettere nello sgabuzzino le console che diventeranno così superflue.

Sono tre però i nodi da sciogliere perché questa rivoluzione possa essere di ampie proporzioni: l’acquisizione da parte delle piattaforme dei diritti per i giochi “di grido”, l’ottimizzazione dei server e dei pc con i quali si fornisce lo streaming così che non ci siano problemi di lag, e, soprattutto per l’Italia, che le compagnie fornitrici di servizi ADSL estendano la copertura e la qualità delle loro reti in tutte le province.

Soddisfatte queste premesse il cloud gaming sarà seriamente in grado di rappresentare il futuro dei videogiochi. Un futuro che, se sfrutterà questa nuova tecnologia, sarà, inoltre, esente dal problema della pirateria, con conseguente discesa dei prezzi.

In chiusura, non ci resta che linkarvi l’applicazione con la quale potrete sperimentare voi stessi un assaggio di quello che ci aspetta da qui a qualche anno ma che è già, in versione beta, realtà.

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