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13 giugno 2012

Google Street View: la Svizzera lotta per la sua privacy

A Berna, in Svizzera, la Confederazione Elvetica è scesa per vie legali contro il servizio offerto da Google Maps, ovvero Street View, database di foto, che consente di esplorare ogni angolo del mondo mediante immagini a livello stradale. Questa tecnologia consente una visione a 360 gradi. Quindi, è ovvio che le fotografie scattate e messe in sequenza, in formato 3D, ritraggono non sono le strade, ma anche le macchine, dunque le targhe, le abitazioni e persino i passanti. E questo, agli svizzeri, proprio non va giù.
La Magistratura svizzera parla di leggi sulla privacy violate, così ha chiesto il blocco del servizio. Ricordiamo che la Svizzera possiede una legislazione sulla privacy fra le più sviluppate ed evolute rispetto a tutto il resto del mondo. E Hanspeter Thuer, commissario federale per la protezione dei dati personali, si è fatto sentire forte e chiaro. Non devono essere riconoscibili le targhe e i volti della popolazione.
In molti in terra svizzera, non amano essere fotografati da questo grande fratello globale. E non solo la Svizzera, ma anche la Germania si è mostrata ostica nei confronti di questo servizio, pretendendo una verifica delle immagini immortalate prima di essere inserite nei server di Google.
Google però non è d’accordo e contrattacca:- “non condivide la decisione del paese elvetico e, anzi, attraverso il suo avvocato Peter Fleischer ha annunciato che «difenderà strenuamente il suo prodotto in tribunale»” (cit. Il sole 24 Ore).
Vedremo se la Svizzera riuscirà a battere Google, nel frattempo la vicina della Svizzera invece, come si sta comportando? Ebbene, l’Italia, amante voyeur per eccellenza, non si è ancora pronunciata a riguardo.
Sì sa, a parte la classe politica che deve essere protetta da obiettivi e intercettazioni, il resto della popolazione, reality a parte, è abituata ad essere sotto i riflettori.
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