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21 giugno 2012

H2Oro per la vita!

Si è tenuto il 20 giugno al teatro Carroponte lo spettacolo della compagnia teatrale Itineraria intitolato H2Oro, un’orazione civile in difesa dell’acqua. Il testo di Maria Chiara De Marco vede come unico interprete l’attore Fabrizio De Giovanni.

 

Uno spettacolo a metà tra il teatro civile e l’inchiesta giornalistica in cui la varietà dei linguaggi e degli strumenti porterà lo spettatore a prendere coscienza della situazione attuale per quanto riguarda una tematica importante come la fonte della vita e il suo sfruttamento.

 

Lo spettacolo è l’occasione per riflettere sui paradossi e gli sprechi del Belpaese, passando dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti. Attraverso infatti una documentazione rigorosa si affrontano sul palco i temi della privatizzazione dell’acqua, delle multinazionali, del contratto mondiale dell’acqua, delle guerre e delle dighe, degli sprechi e dei paradossi della gestione dell’acqua in Italia, della necessità di contrastare e invertire l’indirizzo di mercificazione e di privatizzazione.

 

E, sulla scia di questo H2Oro si vedranno nei prossimi giorni al Carroponte anche altri due spettacoli, sempre della stessa compagnia, Itineraria, che hanno finito per costruire una trilogia di teatro civile dal titolo “Indignarsi non basta!”

 

E finalmente qualcuno che lo dice a chiare lettere che indignarsi non basta! Anche questo il messaggio dello spettacolo H2Oro, che l’indignazione va bene, ha senso, ma nel momento in cui a questa seguano delle azioni concrete, sia nel quotidiano, con comportamenti per quanto riguarda il rispetto, perchè è questione di rispetto, per l’acqua, sia per azioni non più individuali ma collettive per far rispettare quello che è un proprio bisogno primario e diritto inalienabile: l’accesso alla fonte della vita.

 

Ma anche rispetto per la propria dignità, per la propria volontà, espressa utimamente dalla collettività con un referendum, che sembra quasi essere stato ignorato, come se la volontà generale di un popolo alle urne non contasse nulla, come se fosse diritto delle leggi del mercato fare da se senza rispettare le esplicite richieste della gente comune, che almeno dell’acqua si rifiuta di fare una merce. Presa di coscienza da effettuare con le azioni e non solo con l’indignazione, fare la guerra preventiva a chi vuole fare in futuro le guerre per l’acqua, disertori e briganti in favore della vita.

 

 

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