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3 giugno 2012

La via per la gloria

In tutti gli sport arriva un momento in cui bisogna dare tutto, in un’unica giornata. Vale per il calcio con tutte le sue partite, vale per il combattimento con i suoi tornei, e vale anche per il basket con le Final Eight.

Ma sembra che il clima ora sia differente. In partite del genere, troviamo tensione e sogni che si giocano tutti in un canestro, perchè la pallacanestro la giochi sul filo di quell’ unico secondo che potrebbe cambiarti la vita. O almeno la partita. Non riusciamo a immaginare come un giocatore possa sentirsi, quando entra nel cerchio per il possesso della palla che potrebbe dare inizio a una grande carriera. E dal momento in cui le dita sfiorano quel materiale ruvido, nulla più ha importanza. Conta solo il gioco, i compagni e la vittoria.

E’ così per i ragazzi dell’Oasi Laura Vicuna, alla prima partita per salire in D. Il primo quarto non inizia nel migliore dei modi, concludendosi 15 a 26 per i giocatori del Torino Basket. La difesa è inizialmente scarsa e poco prominente, mentre il tifo si fa sentire.

Non è diverso il secondo quarto, che si sviluppa in un gioco di palleggi e passaggi al limite del fantastico, concludendosi 34 a 49, sempre per il Torino basket. Nei casi di difficoltà, nei quali la squadra sente la fatica ma anche la tristezza di occasioni facili ma sprecate, buon senso direbbe di chiamare time-out, ma non sempre una buona strategia implica l’utilizzo del buon senso.  I cambi si susseguono, con la speranza che un giocatore più fresco cambi le sorti, e a volte succede. La rimonta, seppur minima, dell’Oasi lo dimostra. A 3 minuti dalla fine del terzo quarto siamo 53 a 62.

Il tempo scorre, inesorabile sul tabellone di cristallo.

E intanto il punteggio si fa sempre più distante, come se la vittoria oggi non dovesse arrivare.

E sembra affermarlo anche la fine del terzo quarto, che si conclude 55 a 69 sempre per il Torino Basket. C’è da dire che almeno in partite del genere ci dovrebbe essere sportività ,cosa che a quanto sembra non è presente in alcuni dei giocatori dell squadra per ora vincente. Ma come si dice, non è finita fino a che non è finita.

E con questo spirito inizia l’ultimo quarto, spirito che porta l’Oasi a meno dieci, anche se poi un fortunato tiro da tre ristabilisce i ruoli, riportando il Torino Basket in vetta.

Ma, ed è una cosa che tutti devono ricordare, le decisioni arbitrali sono incontestabili. Ciò che il pubblico vede non è ciò che vede l’arbitro, la sua visuale del campo è molto più ampia e specifica, ed è per questo motivo che per quanto il pubblico possa dire e fare, non verrà mai ascoltato. L’arbitro ha sempre ragione.

La battaglia continua, perchè ormai di questo si tratta, battaglia senza esclusioni di colpi. Perchè la tensione si sente dall’inizio, ma ora è così tangibile da poterla afferrare.

Purtroppo però, per quanto impegno e forza ci si mette, non tutto va sempre come si spera.  L’oasi, dopo l’energia  che ha dimostrato in campo, torna a casa con una sconfitta che sicuramente brucia, ma che domani 3 giugno, darà la marcia in più per vincere alla grande.

 

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