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11 giugno 2012

Letteratura e identità ebraica: Amos Oz a Verona

Venerdì 8 giugno Amos Oz, una delle voci più note della letteratura mondiale, ha incontrato il pubblico alla Gran Guardia di Verona, invitato dall’associazione IDEM.

Nel corso della serata Oz ha ripercorso alcune episodi della sua vita e della sua carriera artistica. Nato a Gerusalemme da genitori ebrei fuggiti dall’Europa antisemita degli anni Trenta (“e fu una fortuna” commenta, “se l’Europa non li avesse cacciati negli anni Trenta, li avrebbe uccisi negli anni Quaranta”), ha vissuto per oltre trent’anni in un kibbuz.

Oz ha poi ricordato il suo incontro, a soli vent’anni, con Ben Gurion, uno dei fondatori dello Stato di Israele, e ha parlato dell’identità ebraica e del suo rapporto con l’Europa: “oggi è facile sentirsi europei” ha spiegato, “negli anni Trenta i miei genitori erano ‘cosmopoliti’ ma ciò era visto con sospetto. I veri europei prima della guerra erano gli ebrei”.

Lo scrittore ha infine parlato dell’universalità della letteratura, che è tanto più universale quanto più si occupa di una storia ambientata in un luogo specifico: “per esempio in una città” spiega Oz, “e all’interno di quella città in una strada, e in quella strada in un negozio” e così via.

Affascinante affabulatore, ironico e divertente, Oz non ha però accennato al suo infaticabile impegno politico (le domande che gli sono state poste hanno del tutto ignorato l’argomento): da giovane ha combattuto nella guerra dei sei giorni nel 1967 e in quella del Kippur nel 1973 e oggi è uno degli intellettuali più impegnati nella diffusione di un messaggio di pace tra Israele e Palestina.

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