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2 giugno 2012

Non è un paese per Bamboccioni!

Ma bamboccioni non si nasce, si diventa: e in Italia meno che altrove. Perché in un contesto che deprime, limita e taglia, i giovani capaci di reagire sono più numerosi di quanto si immagini”

“Le buone idee sono quelle che si fanno non quelle che si pensano”; 

Un motto esilarante, nonché sottotitolo che anticipa il film, di cui le riprese sono partite alcuni giorni fa. Ambientato fra Roma, Milano e Torino, ogni città racconta una storia di ragazzi, finalmente!

Il film è tratto dal geniale libro di Matteo Fini, 33 anni, e una giovane freelance Alessandra Sestito, 35 anni. Intitolato “Non è un paese per Bamboccioni”, Cairo Editore, 2010.

Bamboccioni- Riferito ai ragazzi, appartenenti ad una “lost generation” italiana, incapaci di affrancarsi dalla sottana materna. La parola in questione è stata debitamente pronunciata dal Ministro dell’Economia Tommaso Padoa Scchioppa, nel 2007.

Ma Bamboccioni a chi?

In questo libro sono raccontate 11 storie di ventenni speranzosi, che hanno saputo identificare il loro talento, raccogliendo più energie possibili ed  a volte anche impossibili agli occhi della gente, per poter realizzare i loro sogni.  Altro che sogni, lo si può anche intendere come una soddisfazione lavorativa, che di questi tempi suona come una favola. Ma questi ragazzi non si sono fatti intimorire, dai titoli di giornali, televisione, politici e quant’altro, hanno preso la loro vita in mano e ce l’hanno fatta. Ci credevano sul serio.

Non si sono crogiolati sulla situazione derelitta del nostro paese, bensì hanno saputo trovare una via luminosa, senza vivere dietro l’alibi che in questo paese è impossibile farcela nel mondo del lavoro. Perché i primi a fallire sono proprio quelli che non ci provano e riprovano, buttandosi nella totale sfiducia.

Gli autori del libro, si dicevano disillusi di fronte ad una situazione italiana così drammatica , dove i  giovani si vedono costretti ad andare all’estero o richiedere continue raccomandazioni per poter lavorare, prima di conoscere questa Italia nuova e grintosa. Ma è anche vero che a volte bisogna accontentarsi, per poterlo considerare un momento utile per poggiare una base per una svolta futura. Queste storie sono un esempio lampante che tutto questo può accadere, basta guardarsi attorno e farsi venire idee per poter cambiare la situazione, e non contribuire ad accrescere il numero di giovani inetti.

La sceneggiatura del film è stata scritta dallo stesso Matteo Fini e la produttrice Rossella Izzo, affiancata da un’altra produttrice Ottavia Fusco. 

Non ci resta che aspettare di vedere un film fatto di speranze vere.

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