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16 giugno 2012

Paura 3D: il nuovo film dei Manetti Bros

Marco e Antonio Manetti l’horror l’hanno sempre portato nel cuore e ce l’hanno proposto a piccole dosi in ogni loro film, dal controverso Zora la vampira (2000) all’ultimo L’arrivo di Wang(2011), opera fantascientifica molto interessante che, inspiegabilmente, è stata distribuita in copie ridotte solo lo scorso marzo (anche se in pochi lo hanno saputo).

Questa volta i Manetti Bros. hanno voluto fare sul serio. Partendo dalle suggestioni tipiche dell’horror giapponese e virando verso il torture porn che tanta attenzione ha catalizzato negli ultimi anni (Saw – L’enigmista [2004] e Hostel [2005] sono ormai diventati dei cult) i due registi romani hanno confezionato una pellicola in tutto e per tutto fedele agli stilemi del genere non mancando però di inserire quell’ironia di “borgata” che ormai rappresenta il loro tratto distintivo.

Protagonisti della storia sono Marco (Claudio Di Biagio), Simone (Lorenzo Pedrotti) e Ale (Domenico Diele), tre ragazzi di periferia annoiati che si ritrovano in una villa nei pressi di Roma approfittando dell’assenza del padrone di casa, il marchese Lanzi (Peppe Servillo), un signore distinto che ama collezionare auto d’epoca.

Il trio non resiste alla tentazione di usufruire di ogni angolo dell’abitazione, spendendo i minuti tra fumo e alcool e attendendo spasmodicamente l’arrivo della sera per organizzare una mega festa a bordo piscina. Simone, apparentemente il più lucido dei tre, comincia ad esplorare la casa, e, arrivato giù in cantina, scopre che nella villa c’è qualcun altro oltre a loro.

Superata la prima parte, la più interessante, ci si rende subito conto che qualcosa non va. La ridondanza di molte scene, la recitazione ai minimi termini degli attori e la lentezza che manda in frantumi la tensione di alcune sequenze, proprio quando invece si doveva calcare di più la mano, creano un distacco graduale da parte dello spettatore che all’improvviso smette di credere nel film.

A latitare sono innanzitutto le idee. La pellicola si trascina stanca verso un finale non chiaro che lascia a bocca aperta non per lo stupore ma per i continui sbadigli. Della paura annunciata sin dal titolo, forse un po’ pretenzioso, non v’è alcuna traccia, e non si riescono a distinguere bene i momenti in cui la risata è voluta da quelli in cui invece scaturisce involontaria.

Che i registi si siano divertiti nel girare questo film lo si intuisce dal numero di battute esilaranti fatte pronunciare ai personaggi e dalle scene splatter ben girate degne del miglior Tarantino. Purtroppo questo Paura 3D rimane un mero divertissement per il piacere personale dei Manetti Bros. più che un film rivolto al pubblico.

Lasciati molto all’improvvisazione i tre giovani interpreti, brava ma non troppo Francesca Cuttica, già vista nel precedente L’arrivo di Wang e resa qui irriconoscibile dal trucco. Ottimo Servillo che ci regala una magnifica interpretazione facendo svettare su tutti il suo personaggio, ben modellato e carico di verità.

Di interessante restano i titoli di testa realizzati dal grafico Sergio Gazzo, le musiche di Pivio, per la prima volta senza Aldo De Scalzi, ed il fatto che la storia si ispiri vagamente alla sconvolgente vicenda di Natascha Kampusch dal cui libro, “3096 giorni”, gli attori hanno tratto ispirazione per entrare meglio nei meccanismi del film.

Un’occasione sprecata, dunque, naufragata in un 3D tanto commerciale quanto inutile.

Voto: 6

Titolo Originale: Paura 3D
Paese / anno: Italia / 2012
Regia: Manetti Bros.
Sceneggiatura: Manetti Bros.,Giampiero Rigosi, Michele Cogo
Fotografia: Gian Filippo Corticelli
Musiche: Pivio
Costumi: Patrizia Mazzon
Effetti speciali/trucco: Sergio Stivaletti
Montaggio: Federico Maria Maneschi
Scenografia: Noemi Marchica
Produzione: Manetti Bros. Film
In collaborazione con: Medusa Film, Sky Cinema, Mediaset Premium
Distribuzione: Medusa Film
Durata: 108 minuti
Data di uscita: 15 giugno 2012
Interpreti: Peppe Servillo, Francesca Cuttica, Domenico Diele, Lorenzo Pedrotti, Claudio Di Biagio

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