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1 giugno 2012

Riforma del lavoro

Via libera dal Senato al disegno di legge “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita” DDL 3249 e moderata soddisfazione del ministro Elsa Fornero che come annunciato a Rai Radio 1 tale provvedimento sarà monitorato per verificarne l’efficacia, nel caso contrario verrà modificato in corso d’opera.

Quali sono in pratica le novità e quali settori specifici andrà a toccare la nuova riforma?
Si parte con l’apprendistato che diventerà il canale principale dei giovani dai 15 ai 29 anni per inserirsi nel mondo del lavoro, aumenteranno infatti gli incentivi per tali contratti che prevedono però l’obbligo di conferma da parte dell’imprenditore di almeno il 50% degli apprendisti. Il rapporto fra questi ultimi e i professionisti non potrà superare quello dell’uno a uno nelle aziende con meno di 10 dipendenti.

Nei CO.CO.PRO. verrà previsto una sorta di salario base e in via sperimentale per tre anni l’una tantum (in caso di perdita del lavoro) viene rafforzata: potrà arrivare a 6mila euro per un collaboratore che abbia lavorato da sei mesi a un anno.

Saranno confermati i provvedimenti relativi agli ammortizzatori sociali con la creazione dell‘ASPIassicurazione sociale per l’impiego – che porterà alla nascita di un nuovo sussidio universale della disoccupazione, destinato ad assunti a tempo indeterminato ma anche agli apprendisti e ai lavoratori a termine (compresi quelli delle pubblica amministrazione). L’assegno sostituirà le altre indennità alla disoccupazione, la mobilità e la cassa integrazione straordinaria e coprirà fino al 70% della retribuzione con un tetto massimo di 1.119 euro al mese.

La parte del disegno di legge che più era sotto l’occhio del ciclone era quella relativa all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori nella sezione riguardante i licenziamenti: il lavoratore può essere reintegrato se l’allontanamento per motivi disciplinari (in questo caso fa riferimento il contratto collettivo di lavoro), discriminatori (sessuali, di religione, politici, di appartenenza sindacale o portatore di handicap) e per motivi economici risultasse ingiusto.

Verrà rivisto il congedo di paternità nei primi 5 mesi di vita del figlio: sarà obbligatorio un giorno e facoltativo (e in accordo con la madre) per gli altri due e con i voucher per la baby sitter si potranno pagare anche le rette dell’asilo.
Altri norme riguarderanno premi produttività, partite iva (saranno ritenute reali solo quelle con un reddito lordo annuo superiore ai 18mila euro), voucher e mutui.

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