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14 dicembre 2012

Part time prima della pensione per agevolare l’assunzione giovanile

Accordo raggiunto tra Assolombarda, Regione e INPS

Nasce il patto generazionale per creare un contatto tra vecchie e nuove schiere di lavoratori: per ogni lavoratore a fine carriera che sceglie un contratto part time, verrà assunta una giovane risorsa.

L’accordo è stato stipulato dall’assessore all’Occupazione e Politiche del lavoro di Regione Lombardia, Valentina Aprea, dal presidente di Assolombarda, Alberto Meomartini e dal direttore regionale dell’Inps, Giuliano Quattrone. L’iniziativa sperimentale, avrà durata triennale e coinvolgerà le imprese associate ad Assolombarda nei territori di Lodi, Milano e Monza per un totale di circa 250 persone, sperando che l’iniziativa abbia risonanza anche a livello nazionale.

In termini pratici: i lavoratori cui mancano meno di 36 mesi per il raggiungimento dell’età pensionabile, in accordo con l’azienda ospitante, potranno convertire il rapporto lavorativo da tempo pieno a tempo parziale, orizzontale o verticale, con una riduzione dell’orario fino al 50 per cento; ciò permetterà all’azienda di inserire giovani in età compresa fra i 18 e i 29 anni (inoccupati, disoccupati, percettori di ammortizzatori sociali in deroga, iscritti alle liste di mobilità) con contratto di apprendistato, ma anche a tempo indeterminato.

Sono già diverse le aziende interessate al progetto: 3M, Campari, Bayer, Ibm. Per rendere possibile questa operazione a Roma è intervenuto il ministero del Lavoro, che con un decreto apposito, ha anche stanziato 40 milioni di euro da destinare a tutte quelle regioni che vogliano intraprendere questo tipo di percorso.

Con il part time c’era il rischio di veder svanire la quota destinata ai contributi, ma tutto è stato risolto con lo stanziamento da parte della regione Lombardia di 3 milioni di euro, che non solo serviranno a compensare i contributi mancanti, ma garantiranno anche la formazione professionale sia delle nuove che delle vecchie risorse lavorative.

Questo accordo permetterà così a coloro, che con la riforma lavorativa ha visto slittare l’età pensionabile, di diminuire il carico lavorativo senza intaccare la fase contributiva e darà ai giovani maggiori opportunità occupazionali, che proprio lo slittamento dell’età pensionabile e contributiva rischiava di occludere ancora di più.

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