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10 giugno 2012

Salviamo la Terra

  Earth Summit di Rio de Janeiro

La Terra è vicina al collasso. A rivelare i retroscena dell’ecatombe ambientale è la rivista scientifica Nature, che in un articolo pubblicato qualche giorno fa, ha riacceso l’attenzione mediatica sugli accordi pattuiti nel 1992, durante il primo Earth summit di Rio de Janeiro. Si tratta di retroscena nefasti, sinistri, e mai come ora apocalittici. Ad edulcorare il proscenio nelle vesti di cassandre stavolta non sono i maya, bensì gli autori di quattro studi scientifici.

“Il mondo non ha mantenuto le promesse fatte ventanni fa in Brasile”. Questo è il triste e lapidario prologo adoperato dai giornalisti Tollefson e Gilbert. Il secondo capitolo della saga brasiliana, andrà in scena il prossimo 20 giugno. Per i ricercatori dell’Università della California, la Terra sarebbe sulla via del crepuscolo a causa dell’esasperante e frenetica attività umana. Troppe le libertà concesse negli ultimi anni ai Paesi in via di sviluppo. Pochi, invece, gli interventi adottati dalle principali potenze del mondo. Il risultato è tutt’altro che confortante. Fauna, flora, acqua e risorse alimentari appaiono del tutto erose dalla verve distruttiva dell’uomo. Una verve che va debellata ed eradicata senza troppi orpelli; anche a costo di frenare lo sviluppo delle popolazioni. E’ arrivato il tempo di tirare la cinghia. Il nostro Pianeta deve essere salvato.

Il Summit brasiliano, come detto, si terrà il prossimo 20 giugno, e servirà a dare una scossa definitiva all’intera comunità internazionale. A dar man forte alla crociata ambientalista, però, non sono soltanto i protagonisti del summit latinoamericano, ma anche un team di scienziati dell’Università del New Hampshire, guidato da Dennis Meadows professore emerito di politica dei sistemi ed ideatore del progetto Mit. Nel 1972, Meadows fu l’artefice di uno studio condotto con l’ausilio del super computer del Mit. Secondo i dati forniti quaranta anni or sono  dall’imponente elaboratore, la fine dell’umanità non sarebbe poi tanto lontana.

In un articolo pubblicato sulla rivista Scientific American, il prof. Meadows dichiara che “il collasso sta già accadendo, le riserve d’acqua sotterranee si stanno esaurendo e l’energia sta diventando sempre più scarsa”.

Al di là delle predizioni e dei calcoli del supercomputer del Mit, va detto che l’umanità non deve abbattersi, bensì esperire le vie della logica e della cooperazione al fin di porre rimedio ai suoi errori. Del resto, la speranza è l’ultima a morire. Staremo a vedere.

 

 

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