Scalfari e Concita riannodano i fili de La Repubblica

Redazione Controcampus 18 Giugno 2012

Domenica a mezzogiorno si è tenuto l'incontro-intervista con i due grandi giornalisti nella Sala del Podestà di Palazzo Re Enzo, nel cuore di Bologna.

La chiusura ufficiale di Repubblica delle Idee 2012 l’ha data Ezio Mauro poche ore dopo, direttamente da Piazza Maggiore, ma l’incontro della mattina di ieri già ricongiunge simbolicamente il cerchio che si è aperto giovedì sera tra le strade di Bologna, e a riannodare i fili ci sono Eugenio Scalfari, fondatore del quotidiano, e Concita De Gregorio, giornalista, firma di Repubblica e già direttrice de l’Unità.

Fili che partono da lontano, da ancora prima che il quotidiano fosse fondato: da L’espresso, la prima prova di Scalfari, che sorride ricordando che «i nostri lettori li potevi riconoscere a occhio, erano quelli che avresti detto lettori anche di Proust». Il legame con il pubblico è centrale in tutta la prima parte dell’intervista, e viene sottolineato il cambiamento che La Repubblica e i suoi lettori compiono insieme: da un giornale di nicchia («non aveva nemmeno una pagina per lo sport e il meteo», ricorda Scalfari) letto da un’élite a un quotidiano nazionale e popolare, che ha enorme seguito anche su Facebook e su Twitter. Scalfari ricorda anche la scelta vincente del formato del giornale, più pratico e maneggevole di quelli della concorrenza: «notate che quando uscì Repubblica, i lettori se la mettevano in tasca in modo che uscisse il nome della testata».

Ma fu il sequestro di Aldo Moro a far scoprire chi fosse il lettore reale di Repubblica: ci si accorse che il nucleo centrale del pubblico, che si strinse intorno ai terribili fatti di quelle settimane, era composto principalmente da due tipi di lettori, eterogenei e imprevedibili (nel fatto che si trovassero a leggere e a riconoscersi nello stesso giornale): gli iscritti alla DC che volevano rinnovarsi allontanandosi dalla mafia e i militanti del PCI che si distaccavano da Mosca. La nuova centralità raggiunta nell’informazione italiana e la nuova visibilità del quotidiano furono sancite dalla fotografia che ritraeva Aldo Moro durante il sequestro, che per dimostrare di essere ancora in vita mostrava all’obbiettivo la testata di Repubblica con la data in vista.

Un giornale, però, non è fatto solo dai suoi lettori, ma soprattutto da chi le notizie le cerca e le scrive, e allora Concita De Gregorio propone al suo intervistato di ricordare i primi momenti del quotidiano, chi lo aiutò a fondarlo e a farlo crescere. Allora Scalfari racconta degli inizi, di quando erano lui, Fausto de Luca, Giorgio Bocca, Miriam Mafai e pochi altri, in tutto 62, di cui solamente 10 erano firme già conosciute, e solo in seguito arrivarono anche altri nomi destinati a fare la storia dell’informazione italiana, come Bernardo Valli e Giuseppe D’Avanzo. Tutti gli altri erano ragazzi che venivano a lavorare a Repubblica per imparare a fare giornalismo. Concita sorride e ricorda di quando anche lei, a meno di 30 anni, entrò a far parte della redazione e di cosa Scalfari ripetesse sempre a lei e ai giovanissimi colleghi: «Adesso voi uscite e con i vostri occhi guardate, poi tornate e raccontateci».

Ma un riassunto di cosa è La Repubblica, di cosa volesse rappresentare per il panorama italiano con la sua nascita? incalza Concita, e allora Scalfari lo esprime con perfetta sintesi citando Ennio Flaiano: «progressisti nella politica, liberali nell’economia, conservatori nel costume».

A proposito di politica e di costume, nella storia recente del nostro Paese «ci sono stati dei momenti in cui è stato più difficile discutere?» chiede la De Gregorio. Fa una cosa strana, Scalfari, si rabbuia e si illumina allo stesso tempo: «ovviamente penso alla discesa in campo di Berlusconi, che per noi peraltro è diventata una vera risorsa» e ride, insieme a tutto il pubblico.

Improvvisamente si avvicina un ragazzo dello staff e sfila a Scalfari il microfono che tiene tra le mani e lo sostituisce con uno ad asta, regolandoglielo all’altezza del viso. Il giornalista allora si scusa con i presenti, dice che ad ottantotto anni le mani un po’ lo hanno abbandonato e il tremolio deve aver dato fastidio. Poi racconta di una puntata di Ballarò a cui presenziò ormai sei anni fa, nella quale si stavano confrontando lui e Roberto Castelli, messi uno di fronte all’altro, perché «sapete che Floris ci divide…» «…in buoni e cattivi!» esclama ridendo la signora seduta accanto a me. «Insomma,Floris mi chiese se volevo ribattere a quanto aveva appena detto Castelli, e io mi rifiutai, definendolo un uomo limite. Allora Castelli si arrabbiò, e cominciò ad urlare eh ti tremano le mani, mi dica ha paura? perché le tremano le mani? E tutto il pubblico s’indignò».

Concita collega il governo Berlusconi alla difficoltà di comunicazione: «Passa l’immagine che le regole siano un po’ noiose, delle robe da moralisti, vige la legge del furbetto, la decadenza della morale è evidente. È peggiorata la tenuta democratica del nostro Paese». Scalfari rafforza la dichiarazione: «Oggi in Italia c’è un’identità, che paradossalmente è negativa: è data dal fatto che tutti noi non crediamo più nello Stato, lo vediamo come nostro nemico, e dalla convinzione che se venissimo lasciati liberi ce la potremmo cavare, le regole non ci piacciono più. Sono sensazioni che sono sempre esistite in Italia, che si muovono come un fiume carsico e che trovano sbocco quando arrivano i Berluscones».

Monti –incalza Concita De Gregorio – come lo trovi Monti, è un marziano nella situazione italiana?» «Lo è rispetto al fiume carsico di cui prima, non lo è rispetto all’etica civile. Ciampi [che fu governatore della Banca d’Italia] era un marziano? No. Non aveva difetti, era uno di quelli che pensano al benessere generale. Se nessuno pensa più all’interesse generale, siamo fottuti».

Continua Concita: «Il tema dell’appartenenza ha sostituito ormai quello della competenza: io ti premio perché tu fai parte del mio gruppo. Ecco perché i giovani non si identificano più nella società, la ritengono peggiore di loro invece che migliore. E se nasce l’antipolitica sarà anche colpa della politica». Scalfari corregge subito: «La colpa è dei partiti. Stiamo da anni vivendo in una deformazione, che si ha quando i partiti, che rappresentano degli interessi appunto particolari, si impossessano delle istituzioni, che devono fare l’interesse di tutti. […] È quello di cui parlava Berlinguer quando si riferiva alla questione morale, cioè l’occupazione delle istituzioni da parte dei partiti, nessuno escluso, anche il suo, come lui stesso riconosceva».

Improvvisamente l’attenzione è portata su Ezio Mauro, seduto in prima fila. Scalfari confida allora i momenti in cui si telefonano per discutere delle questioni del giorno, ricorda gli inizi, quando ormai 16 anni fa lo sostituì alla guida de La Repubblica, e poi lo dice, dopo una piccola pausa che conferisce ancora più profondità alla sua confessione: «Ezio per me è quasi un figlio». L’inquadratura vola su Mauro, che ha una mano davanti alla bocca e il movimento rapido delle sopracciglia rivela la commozione del momento inaspettato più di quanto non facciano gli occhi, che sono fissi sul viso di Scalfari. Il pubblico è in piedi, l’applauso è infinito. L’intervista, invece, quella sì che è finita, Ezio Mauro sale sul palco, si salutano lui, Concita De Gregorio e Eugenio Scalfari, che lo abbraccia (video).

Non è ancora la conclusione del festival La Repubblica delle idee, ma sorride Scalfari mentre fa il bilancio: «Qui non c’è solo Repubblica, qui c’è Bologna».

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto