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4 giugno 2012

Scoperto il segreto della fedeltà? Neanche per sogno!

Sembrava riuscito il tentativo, portato avanti da due diversi gruppi di ricercatori delle Università dell’Illinois e del Maryland, di spiegare le basi ormonali della fedeltà e della monogamia nei mammiferi. Ma secca ed immediata è arrivata la smentita da un gruppo di ricercatori dell’Università della Florida.

Il mammifero oggetto dello studio è stato un grosso roditore che popola le praterie del Nord America, il Microtus ochrogaster. Questo roditore ha visto, negli ultimi anni, accrescere inaspettatamente la sua fama. È stato infatti preso ad esempio da numerose comunità religiose del midwest nordamericano, i “new-born-christians” o i “teocon”ad esempio, come simbolo delle virtù cristiane quali fedeltà,  monogamia o senso della famiglia.

Questa fama sembrava del tutto meritata in virtù di quanto è emerso dagli studi della Dott.ssa Sue Carter, zoologa dell’Università del Maryland, e del Dott. L. Cortez, etologo dell’Università dell’Illinois. Questi due ricercatori, con due studi separati, hanno dimostrato come questi roditori siano dei monogami in senso stretto, formando coppie stabili, procacciando il cibo insieme e dividendosi le cure parentali dei piccoli.

Una perfetta armonia di coppia che durerà tutta la vita, sembra.

Questi due ricercatori hanno inoltre dimostrato che questo comportamento, insolito nei roditori, è dovuto alla regolazione di due ormoni prodotti dai mammiferi: l’ossitocina e la vasopressina. Sembra infatti che la produzione abbondante di questi due ormoni, rilevata in Microtus ochrogaster, sia la responsabile di questi comportamenti così “lodevoli”.

La regolazione della produzione di questi ormoni, associata a comportamenti “promiscui” nell’uomo ed in altri mammiferi, ha già smosso la curiosità di diversi ricercatori in passato ma ora sembrava davvero fatta.

Ed invece è arrivata, secca ed immediata, la smentita con una pubblicazione di un gruppo di ricerca dell’Università della Florida capeggiato dal Prof. A.G. Ophir. Questi ricercatori hanno infatti dimostrato che la situazione è un po’ più complessa di quanto appare.

Analizzando il Dna di un elevato numero di individui di questo roditore, hanno scoperto a sorpresa che un’elevata percentuale di piccoli risultavano essere figli “illegittimi”. Non possedevano infatti i geni del compagno fedele ma bensì geni di  topi differenti. I ricercatori hanno ipotizzato che le madri potrebbero avere rapporti extraconiugali con roditori di passaggio o con maschi di altre coppie “fedeli”.

A screditare i sani principi del Microtus ochrogaster, ci ha pensato un ulteriore studio condotto su 700 individui di questo roditore. È stato dimostrato che le cure parentali condotte da madri divenute single dopo il parto, non avevano nulla da eccepire rispetto alle cure condotte da coppie stabili. I piccoli non sembrano subire alcun effetto negativo dovuto alla mancanza di un genitore e presentano uno sviluppo simile ai cospecifici, più fortunati con due genitori.

La situazione dunque sembra molto più complicata del previsto. La “monogamia” sembra fondersi con la promiscuità sessuale in un equilibrio dettato sicuramente da regole naturali.

Ma quali?

Questi poveri roditori dunque, iconizzati dai religiosi e stressati dai ricercatori, sembrano confermare come il comportamento dei mammiferi risponda a regole comuni quasi per tutti, compreso l’uomo.

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